Clan degli Attori. Il rasoio di Occam chiude la III° stagione

Maria Antonella Saia

Clan degli Attori. Il rasoio di Occam chiude la III° stagione

giovedì 09 Maggio 2019 - 13:13
Clan degli Attori. Il rasoio di Occam chiude la III° stagione

E siamo arrivati al gran finale. Sabato sul  palco del Clan Off Teatro andrà in scena, alle ore 18.30 e alle 21.30 e domenica alle ore 18.30, l’ultimo imperdibile spettacolo dal titolo Il rasoio di Occam,  in prima nazionale. Il testo è frutto della sinergia drammaturgica nata tra Giusi Arimatea e Giovanni Maria Currò che dello spettacolo cura anche la regia.
Sul palco, a dare vita a quest’imperdibile pièce   gli attori Alessio Bonaffini, Tino Calabrò e Mauro Failla, alle prese con una realtà sempre sul punto di travolgerli. Tra le note delle ultime hit del momento a dimenarsi inconsapevolmente tra ciò che sembra e ciò che realmente è.
Ad accompagnare la narrazione le voci di Antonio Alveario, Ivan Giambirtone ed Elisabeth Agrillo, scenografie e scenotecnica di Franco Currò, aiuto regia Giusi Arimatea, costumi di Liliana Pispisa, audio e suoni Carmelo Galletta, grafica di Cinzia Muscolino, editing video Fabio Cacia, foto di scena di Giuseppe Contarini, produzione Clan degli Attori. Dalla radio arrivano anche al Sud i fatti che il 9 maggio 1978 segnarono l’Italia. E nel palcoscenico della grande storia si innesta quella infinitamente piccola di tre uomini, ciascuno con un passato da dimenticare e un futuro ancora da scrivere. Tutto quanto direttamente o trasversalmente li investe necessita una spiegazione. La teoria del rasoio di Occam – principio metodologico enunciato dal monaco inglese Guglielmo di Occam che si riassume brevemente in questo: a parità di elementi la soluzione di un problema è quella più semplice e ragionevole – propenderebbe per quella più semplice.

«Con “Il rasoio di Occam” si chiude la Stagione Teatrale #r-esistenze – spiega Mauro Failla, direttore artistico del Clan Off insieme a Currò – una stagione intensa, dal bilancio estremamente positivo. Un anno fruttuoso, caratterizzato anche dalla produzione de “La città abbandonata” di Italo Calvino, nato come spettacolo di Teatro ragazzi che ha creato grandi entusiasmi ed ha fortemente coinvolto non solo i più piccoli. Un anno pieno di appuntamenti e di grandi soddisfazioni. Un programma che ha raccolto i gusti di un pubblico sempre più interessato ed attento: più di duemila presenze per una stagione di teatro che ha coinvolto in maniera attiva gli spettatori, avvicinando nuove fasce di pubblico, con un significativo incremento anche di chi ha deciso di abbonarsi; e ancora bambini, tanti giovani e tanti meno giovani, parte attiva di una città che sente il bisogno di vivere una temperie culturale fervente ed estremamente viva. Con emozione e trepidazione ci apprestiamo a vivere quest’ultimo appuntamento di Stagione per poi lasciare spazio a una riflessione sulle future strade da percorrere per essere sempre più attivi e presenti sul territorio».
Queste le premesse di uno spettacolo che chiuderà un anno di intense emozioni.