“Quartieri Sicuri”, eseguiti controlli a tappeto in tutta la città

Oltre 9 mila i veicoli controllati, quasi 500 le persone perquisite, 15 i soggetti che hanno subito delle limitazioni alle libertà personali. È questo il bilancio registrato in questa settimana dalla Polizia di Stato nell’ambito dell’ormai nota operazione “Quartieri Sicuri”, in occasione della quale nei giorni scorsi i poliziotti delle Volanti e del Reparto Prevenzione Crimine Sicilia Orientale hanno passato al setaccio le zone nord (via Garibaldi, viale Giostra e viale Annunziata), sud (Santa Lucia sopra Contesse e Ss 114) e centro (Piazza Unione Europea e Piazza della Repubblica).

Relativamente ai veicoli controllati, 2 sono stati sequestrati per violazioni al codice della strada. Inoltre, sono stati contestati 16 verbali e rinvenute 3 auto rubate. Con riferimento alle persone perquisite, 170 erano destinatarie a vario titolo di provvedimenti restrittivi della libertà personale. Deferite inoltre in stato di libertà 14 persone: 6 cittadini stranieri ospiti del centro di accoglienza presso l’ex caserma Gasparro per rissa e danneggiamento, 3 per il reato di furto aggravato di cavi di rame, 3 per furto ai danni di supermercati, una donna per minacce e porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere, una donna per furto di capi di abbigliamento ai danni di un negozio della zona sud.

Inoltre, nel pomeriggio di ieri è stato tratto in arresto Vincenzo Barbera, messinese di 60 anni che, a seguito della segnalazione da parte di un cittadino alla sala operativa, è stato colto nell’atto di rubare le ruote di un’autovettura in sosta nella zona centro-nord di Messina. All’arrivo degli agenti, l’uomo aveva appena terminato di smontare i quattro copertoni completi dei cerchi in lega di una Ford Puma, utilizzando un crick ed un martello, prontamente posti sotto sequestro. Il sessantenne è stato quindi arrestato per il reato di furto aggravato e, su disposizione dell’autorità giudiziario in attesa del rito direttissimo previsto per oggi, è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

Condividi