Messina Social City, Uil Fpl: “Troppe criticitĂ . Così il servizio sarĂ  peggiore del precedente”

Assenza di trasparenza, mancato transito dei lavoratori contrattualizzati a tempo indeterminato e rischio di possibili contenziosi. Sono queste in estrema sintesi le criticità evidenziate dal segretario generale della Uil Fpl Giuseppe Calapai e dalla responsabile provinciale del III settore Laura Strano con riferimento alla “Messina Social City”, la nuova partecipata che si occuperà di servizi sociali a Messina.

“Rammentiamo che l’Azienda è pubblica – si legge in una nota indirizzata al Sindaco, al Presidente del Consiglio di Amministrazione e all’Assessora ai Servizi Sociali – e deve al piĂą presto adeguarsi alla normativa su trasparenza e anticorruzione, in quanto i regolamenti e bilanci sono pubblici”. In particolare, Calapai e Strano fanno riferimento ad un’ambigua clausola presente nel contratto sottoscritto dai lavoratori, con la quale si obbligano gli stessi “alla segretezza assoluta sia durante che dopo il rapporto di lavoro per quanto concerne qualsiasi dato o informazione di cui vengano a conoscenza in occasione dello svolgimento della sua attivitĂ , ivi compresi i regolamenti, norme di lavoro, […] dati contabili, […] economici e finanziari”. “Auspichiamo a tal riguardo – proseguono Calapai e Strano – una celere rettifica dei contratti con l’eliminazione di tale assurda clausola. Inoltre è doveroso pubblicare sul sito dell’azienda come minimo un numero di telefono dove segnalare disservizi, le email di chi organizza i servizi e l’elenco dei servizi erogati, cominciando a raccontare e rendicontare l’attivitĂ  dell’Azienda. Privacy e segretezza attengono esclusivamente ai dati sensibili degli utenti, ma non certo a regolamenti e dati contabili”.

Con riferimento al mancato transito dei lavori contrattualizzati a tempo indeterminato, Calapai e Strano affermano: “Stiamo parlando di 21 operatori che, ad ogni passaggio di gestione sono stati negli anni e sarebbero stati sempre garantiti in quanto essenziali, a fronte di capitolati non aggiornati, per garantire i diritti previsti dai vari istituti contrattuali, evitando così disservizi in caso di assenza del personale a vario titolo. In assenza di un capitolato, di una dotazione organica e della mappatura dei bisogni il mancato passaggio all’Azienda di tali operatori in possesso dei requisiti previsti è causa di una ingiustificata disparitĂ  di trattamento rispetto a chi è invece transitato nell’Azienda, pur essendo in servizio a tempo determinato, ed extra numero da capitolato”.

Infine, Calapai e Strano spiegano che “il bando pubblico della Long List presenta molte lacune a rischio di contenzioso. Per attenuarle riteniamo che la Commissione debba predeterminare in maniera rigida i parametri in osservanza dei principi di trasparenza e meritocrazia, pubblicando per esempio apposite FAQ esplicative sul sito web che facciano chiarezza. Non è chiaro ad esempio:

  1. se lo stesso servizio possa e sarà valutato più volte e cioè sia al punto a) che al punto b) che al punto c);

  2. se sia stato un refuso escludere inspiegabilmente al punto c) i lavoratori del servizio Educativa Domiciliare che pure rientra nella 328;

  3. la modalitĂ  di attribuzione del punteggio per i servizi sociali prestati dagli operatori in servizio presso gli appalti della cittĂ  metropolitana, dato che si tratta di servizio espletato sia nelle scuole ubicate nel Comune di Messina, sia nella provincia di Messina, allo stesso modo di quanto avviene con i servizi del Distretto. Sarebbe quantomeno strano differenziare in un bando pubblico il punteggio di un servizio prestato per esempio nel Comune di Villafranca rispetto a un servizio prestato nel Comune di Patti, entrambi nel territorio della CittĂ  metropolitana o anche un servizio prestato all’Istituto Basile ( di competenza della cittĂ  Metropolitana) rispetto alla Scuola Crispi ( di competenza del Comune ) , entrambi però ubicati nel Comune di Messina“.

Auspichiamo – si legge al termine della nota – che nel piĂą breve tempo possibile si risolvano con professionalitĂ  le evidenziate criticitĂ . Se così non sarĂ , il nuovo sistema dei servizi, malgrado gli sforzi profusi e a dispetto dei buoni propositi, rischia di diventare peggiore del precedente, riproponendo approssimazione e scarsa trasparenza, con l’aggravante di rimanere chiuso in se stesso per aver tagliato l’importante rete sociale del terzo settore“.

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