Trentuno telefonate per tentare di rimuovere (inutilmente) un gatto morto

Trentuno le telefonate effettuate, ma niente da fare: la carcassa del gatto morto giace ancora lì, davanti alla sua abitazione. È questo il singolare evento registratosi nei giorni scorsi nel territorio della V Circoscrizione, dove una residente di via Svizzera, nei pressi del viale Regina Elena, ha tentato invano di contattare l’amministrazione comunale affinché si mobilitasse per rimuovere il corpo esanime del povero felino, che era stato precedentemente investito da un’automobile: “Dopo ben 31 chiamate fra centralino del Comune, dipartimenti, assessorati e MessinaServizi, – spiega al riguardo il consigliere circoscrizionale Franco Laimo – la donna non è riuscita nel proprio intento, cioè quello di far rimuovere la carcassa del povero animale investito e morto sotto la propria finestra”.

Secondo il rappresentante del civico consesso questa storia ha del paradossale: non è plausibile “abbandonare” a se stesso un cittadino, che dopo ben 31 telefonate non ha risolto la questione: “Per di più, – prosegue Laimo – in una società civile è necessario un servizio ad hoc per tali situazioni, soprattutto in una città che pullula di gatti randagi“.

Da non sottovalutare poi il fattore sanitario: la carcassa animale infatti prolifera batteri e germi che si diffondono nell’ambiente circostante, oltre naturalmente odori nauseabondi. In passato, – conclude il consigliere circoscrizionale – era già successo nei pressi della V Circoscrizione e, dopo tante lamentele dei residenti, alcuni consiglieri hanno dovuto provvedere privatamente per la rimozione di una carcassa di un felino“.

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