Conferenza delle regioni, Armao: “L’insularità è diventata la priorità”

“Promuovere lo sviluppo sociale, economico e ambientale sia nelle aree urbane che in quelle con gravi e permanenti svantaggi naturali o demografici che hanno difficoltà ad accedere ai servizi di base (isole e aree interne)”. È quanto si può leggere nel nuovo documento relativo alla programmazione europea recentemente approvato all’unanimità dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome che, nel dettare gli obiettivi da raggiungere negli anni 21-27, fissa tra le altre cose l’insularità, come condizione da compensare con misure specifiche di sostegno, fiscali e sui trasporti.

“Su proposta di Sicilia e Sardegna la condizione di insularità, per la prima volta, è stata messa al primo posto nel Documento”, commenta entusiasta il vicepresidente della Regione siciliana e assessore all’economia, Gaetano Armao, componente in rappresentanza della Sicilia nella Conferenza delle regioni e delle province autonome. “È un altro passo in avanti del Governo Musumeci. – prosegue Armao – Dopo le risoluzioni del Parlamento europeo del 2016 e del Comitato delle Regioni del 2017, l’Europa deve riconoscere alle isole misure di sostegno finanziario, misure fiscali e di incremento della compartecipazione ai fondi strutturali. Le isole patiscono lo svantaggio competitivo per i costi delle esportazioni e il reperimento delle materie prime. L’Europa deve riconoscere loro gli svantaggi strutturali che derivano dalla loro condizione, in termini di mobilità, infrastrutture stradali e ferroviarie e di sostegno alle imprese. Solo attraverso la compiuta affermazione delle misure di riequilibrio le isole europee, a partire dalla Sicilia, potranno rilanciare le proprie prospettive di crescita. E in questo senso occorre fare sistema non solo per la continuità territoriale, ma anche per la fiscalità di sviluppo”.

Sempre su proposta della Sicilia, domani la Conferenza delle Regioni e delle province autonome terrà un confronto sui temi e le controverse questioni del regionalismo differenziato.

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