Transito alloggi da Iacp ad Arisme, Gioveni e Cacciotto chiedono chiarezza

“Si parla tanto di immobili in questo periodo in vista della costituenda nuova società “Messina Patrimonio SpA”, ma ci si è accorti della totale confusione che si è creata con il passaggio di ben 480 alloggi dall’Iacp ad Arisme? E inoltre, ci si è chiesto come cambieranno le modalità di gestione delle risorse già stanziate in capo all’Iacp nella realizzazione dei parchi urbani?”. Sono questi i principali interrogativi che il consigliere comunale Libero Gioveni e il consigliere della III Circoscrizione Alessandro Cacciotto si pongono dopo il varo dell’emendamento della Finanziaria che ha definitivamente sancito la titolarità delle aree e, soprattutto, dei numerosissimi alloggi Erp realizzati con i fondi della legge regionale 10/1990 che fino al 31 dicembre erano gestiti dall’Iacp.

“Nessuno sa o omette di dire – affermano Gioveni e Cacciotto – che a questi 480 nuclei familiari che nessuno pare abbia avvisato ufficialmente di questa sorta di passaggio di consegne fra Iacp ed Arisme (per altro fatto un po’ all’acqua di rose visto che l’Iacp ha consegnato all’agenzia solo i contratti di locazione e nulla più), già da due mesi l’Istituto non invia più a casa i bollettini per il pagamento del canone, con conseguente disorientamento degli inquilini e un mancato incasso dei canoni da parte del Comune.

“E del personale di Arisme ne vogliamo parlare? Si ha idea – si chiedono anche Gioveni e Cacciotto – di quanto personale tecnico e amministrativo in forza all’agenzia e non al Comune occorra per gestire sia i rapporti fra Ente e inquilini, sia le progettazioni e gli interventi di manutenzione? E ancora: le risorse già stanziate per la realizzazione o il completamento dei parchi urbani (si pensi per esempio ai 430 mila euro nelle casse dell’Iacp per il completamento del parco urbano di Camaro S. Antonio), come e da chi saranno utilizzate?

“Insomma – concludono Gioveni e Cacciotto – la confusione regna sovrana e il rischio che l’immobilismo di questi anni, anziché essere cancellato, venga accentuato, c’è tutto! Si faccia quindi estrema chiarezza a 360 gradi, perché la città non può più permettersi che norme appena varate (come fu all’epoca la 10/1990) vengano prima celebrate come delle “manne da cielo”, per poi rivelarsi inconcludenti, fallimentari o, come in questo caso, anche pasticcione!”.

 

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