Prelievo forzoso, i forzisti siciliani alla Camera presentano ddl per abolirlo

Una sola legge, con un solo articolo avente un obiettivo ben preciso: disfarsi del cosiddetto prelievo forzoso dello Stato a scapito delle ex Province, che nelle ultime settimane, specie a seguito della relativa protesta indetta dal sindaco metropolitano Cateno De Luca, è divenuto nuovamente oggetto di dibattito pubblico. È questa in estrema sintesi la proposta di legge presentata in commissione bilancio dalla compagine siciliana dei deputati forzisti alla Camera, costituita da Nino Germanà, Stefania Prestigiacomo, Giusi Bartolozzi, Antonino Minardo, Francesco Scoma e Matilde Siracusano.

“Con l’abolizione di questo prelievo da parte dello Stato, – spiega Germanà – le ex province potranno provvedere all’erogazione de servizi essenziali e alle competenze che sono state ampliate e che riguardano un’elaborazione più ampia del piano strategico triennale del territorio, l’edilizia residenziale pubblica, la mobilità e la viabilità, compresi i collegamenti delle aree portuali e aeroportuali con le infrastrutture autostradali. Questo importante processo di riforma, che ha disegnato un nuovo sistema di governo degli enti locali (nell’ottica del decentramento amministrativo), non ha ricevuto alcun sostegno finanziario da parte del governo nazionale, né regionale, anzi. Per questo confidiamo che tutti, a prescindere dalle appartenenze politiche, la votino“.

Finora, ha concluso Germanà – si è assistito a un crescente prelievo forzoso che di fatto ha cancellato ogni autonomia finanziaria, in violazione dell’articolo 119 della Costituzione. Motivo per cui siamo i promotori di questa iniziativa”.

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