Chiusura ex Provincia, Fucile e Patti: “Le fasce più deboli pagheranno il prezzo più alto”

Le ferie forzate dei dipendenti e il conseguente stop delle attività stanno generando una situazione di caos con inevitabili ripercussioni su tutti i servizi erogati dall’Ente“. È quanto affermano i segretari messinesi della Fp Cgil e della Flc Cgil, rispettivamente Francesco Fucile e Pietro Patti, con riferimento alla chiusura dell’ex Provincia da parte del sindaco metropolitano Cateno De Luca come segno di protesta contro l’esecutivo regionale e nazionale, accusati entrambi dal primo cittadino della grave situazione finanziaria in cui versa l’Ente. In particolare, a detta dei sindacalisti l’atto di protesta di De Luca starebbe già producendo i primi effetti negativi all’interno del territorio metropolitano relativamente ad alcuni servizi considerati essenziali, come quello di assistenza e trasporto degli alunni disabili della zona tirrenica e nebroidea: “Si tratta di un servizio essenziale ed obbligatorio che a partire ieri non è stato e non sarà garantito. La ditta che si era aggiudicata il servizio, la cooperativa Orsa Maggiore, ha infatti rifiutato l’assegnazione; discorso analogo per la cooperativa seconda classificata, la Genesi“.

Trattandosi di un servizio già aggiudicato e non in fase di aggiudicazione – spiega Fucile – non è possibile effettuare un’altra proroga. Di conseguenza sarebbe necessario effettuare un’altra gara, ma il caos che regna sovrano in questi giorni tra gli uffici della Città Metropolitana grazie al colpo di scena del sindaco, rende tutto più complicato, con la conseguenza che a pagare il prezzo più alto sono le fasce più deboli, cioè i lavoratori, che dall’oggi e domani si sono ritrovati senza lavoro, e le famiglie degli alunni, private di un servizio essenziale“.

Nella mattinata di ieri – afferma Patti – sono stato contattato da alcuni insegnanti che chiedevano informazioni sul perché le assistenti non si fossero presentate. È assolutamente vergognoso che l’Ente non abbia dato comunicazione ufficiale che da lunedì ci sarebbe stata l’interruzione di questo servizio. Così facendo non viene garantito il diritto allo studio dei ragazzi, ma nel marasma generale che sta interessando la Città Metropolitana, questo diventa evidentemente l’ultimo dei problemi, il tutto a scapito dei più sfortunati“.

Per questi motivi – concludono i due sindacalisti – chiediamo quindi notizie per capire cosa, come e quando l’Ente intende muoversi per sbloccare una situazione che mette in discussione il futuro di lavoratori e studenti“.

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