Bussetti: “Docenti del Sud si devono impegnare”, Flc Cgil Sicilia: “Parole oltraggiose”

“Riteniamo sprezzanti ed oltraggiose le parole espresse dal ministro dell’Istruzione Bussetti”. Così la segretaria regionale della Flc Cgil Sicilia, Graziamaria Pistorino, commentando le recenti dichiarazioni del ministro Bussetti nei confronti dei docenti meridionali e di tutti i lavoratori delle scuole del Sud. In particolare, durante una visita nel Napoletano avvenuta sabato scorso, ai giornalisti che gli domandavano se fossero necessari piĂą fondi al Sud per colmare il gap esistente tra le scuole del Settentrione e quelle del Meridione, Bussetti ha risposto: “No, ci vuole l’impegno del Sud, vi dovete impegnare forte. Ci vuole lavoro e sacrificio”.

“La Flc Cgil Sicilia rigetta al mittente le offese,  – prosegue la sindacalista – ritenute infamanti nel merito, ed esprimono sgomento per i toni e le modalitĂ  con cui sono state espresse. La prossemica dello sguardo, del volto, dei gesti e dei toni, ha smascherato le idee e le convinzioni di un politico leghista, anzi della Lega Nord, e non di un ministro della Repubblica italiana che antepone all’idea nazionale di un Paese unito il campanilismo territoriale egoista di una sola parte.

“Sono bastate queste pochissime parole, accompagnate dai toni e dalla inequivocabile mimica del viso, per svelare ciò che si cela dietro il perseguimento politico dell’idea di autonomia differenziata delle regioni in materia di istruzione. Il ministro evidentemente non conosce le scuole del Sud, dove si continua a garantire ogni giorno un servizio scolastico efficiente, nonostante non vengano tenute in considerazione le carenze di organico, quelle strutturali (locali scolastici spesso non conformi e non sicuri) e le carenze di servizi. Proprio per questo il ministro Bussetti dovrebbe elogiare e supportare chi garantisce sempre e nonostante tutto un servizio di qualitĂ  e darsi da fare per colmare il gap tra Nord e Sud con piĂą investimenti infrastrutturali”.

“L’Italia – conclude Pistorino – vive una “disuguaglianza obbligatoria” e la nostra organizzazione si batterĂ  in ogni sede, contro ogni tentativo di divisione, perseguito anche attraverso lo smantellamento e la differenziazione dell’istruzione pubblica”.

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