Decentramento, la palla passa al Consiglio comunale ed alla Regione

Quali sono le cause per cui non si attua il decentramento? E’ quello che dovrà stabilire Bernadette Grasso, intervenuta al consiglio congiunto delle sei Circoscrizioni di Messina. Se ci saranno motivi validi o meno lo valuterà l’assessore regionale agli Enti locali insieme al governo Musumeci, che non escludono nessuna ipotesi neanche quella di sopprimere le circoscrizioni. Un’ipotesi che se da un lato sarebbe gradita al sindaco De Luca che si è sempre detto contrario alla loro costituzione, dall’altro andrebbe contro la legge regionale n11/2015, art 5 comma 3 in forza del quale entro 180 giorni dal rinnovo del consiglio circoscrizionali, i consigli dei comuni assegnano le competenze alle circoscrizioni di decentramento. “L’assessorato alle Autonomie locali esercita la vigilanza e deve applicare la legge, oggi c’è una norma fin quando c’è la norma si deve rispettare”- ha detto l’on. Grasso al margine della riunione che si è tenuta alla V Circoscrizione e che ha visto i sei presidenti di circoscrizioni uniti nella richiesta di attuazione del decentramento.

“Il decentramento è un’opportunità per alleggerire la macchina amministrativa. Vi è solo per un problema di gestione dei servizi e di allocazione delle risorse e non di risorse in più ma quelle che già ci sono, vanno ridistribuite per garantire dei servizi ai cittadini. E poi oltre a ciò ci deve essere un rispetto per le democrazia, a giugno così come si è votato per il sindaco, i cittadini hanno anche votato per i presidenti di circoscrizioni. I cittadini hanno espresso così una precisa volontà che va rispettata”. Ha le idee chiare sul da farsi Alberto De Luca, presidente della IV Circoscrizione: “Io e tutti gli altri presidenti ci siamo candidati per svolgere questo ruolo: presiedere dei piccoli municipi che abbiano una loro autonomia, un loro potere di spesa e un loro bilancio, questo lo dice la legge oltre ad essere un esigenza, altrimenti le circoscrizioni come sono immaginate oggi rischiano di non avere motivo di esistere”.

Adesso la parola passa al Consiglio comunale e alla Regione in vista anche della scadenza del termine per attuare il decentramento.

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