Carenze di organico all'ospedale di Milazzo: il Nursind scrive all'Asp

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Carenze di organico all'ospedale di Milazzo: il Nursind scrive all'Asp

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mercoledì 23 Gennaio 2019 - 15:17
Carenze di organico all'ospedale di Milazzo: il Nursind scrive all'Asp

Vogliamo mettere in evidenza la continua emergenza a cui viene assoggettata la figura dell’infermiere che, nonostante la buona volontà, non riesce a garantire uno standard di assistenza adeguata a causa tra le altre cose del rilevante aumento di pazienti ultraottantenni che, in quanto tali, necessitano di maggiori attenzioni”. E’ l’allarme lanciato dal segretario territoriale e dal responsabile del presidio del sindacato delle professioni infermieristiche (Nursind), rispettivamente Ivan Alonge e Antonello Celi (in foto), con riferimento alle gravi carenze di organico presenti all’ospedale di Milazzo, che rischiano di pregiudicare fortemente la qualità del servizio offerto dagli infermieri: “Gli ultraottantenni – proseguono i due sindacalisti – sono più complessi da gestire per la presenza di “demenza senile” o per la “comorbilità”. In tal senso, le gravi carenze di organico pregiudicano le capacità di attenzione alle quotidiane attività lavorative a causa del sovraccarico e del ritmo frenetico, imprimendo un aumento del rischio di commettere errori con possibili effetti anche gravi“.

Per questo motivo abbiamo scritto al commissario dell’Asp per denunciare ancora una volta la carenza di personale a fronte di una crescente richiesta di assistenza da trauma. Sono in servizio solo 16 unità di cui 2 riservate esclusivamente alla sala gessi. E ancora: carente risulta il personale di supporto, considerato che a fronte di 6 unità previste è in servizio un solo Oss. Eppure il personale si trova davanti a molteplici attività legate ai servizi di ambulatorio, pronto soccorso ortopedico e pre-ospedalizzazione. A ciò va associata la riduzione dell’attività ortopedica nei presidi di Patti e Sant’Agata Militello, con trasferimento di pazienti presso Milazzo.

Considerato che con sentenza della suprema corte di Cassazione – proseguono Alonge e Celi – si evidenzia la assoluta necessità di non svilire il ruolo del professionista infermiere con compiti e mansioni inferiori, è ormai ritenuto consolidato che il personale di supporto è necessario affinché l’infermiere pianifichi e gestisca gli interventi assistenziali. Tra l’altro, la legge prevede che ‘durante il lavoro notturno il datore di lavoro assicura un livello di servizi equivalente a quello diurno’, quindi la presenza di personale di supporto è auspicabile.

Resta scontato che tali criticità comportano delle ricadute sulle attività assistenziali ordinari e alle volte d’urgenza, che vengono rallentate o rinviate, con ripercussioni sulla sua professionalità demansionandolo o dequalificandolo. Per questo auspichiamo un intervento del commissario immediato e ‘l’adozione di provvedimenti mirati alla risoluzione delle criticità per garantire l’efficienza di un servizio fondamentale reso a favore della collettività’”.