Cacciotto: “Milioni di euro e l’Esercito per le buche di Roma e la baraccopoli di Messina?”

“Milioni di euro ed utilizzo dell’Esercito per le buche di Roma, no allo stato di emergenza per il risanamento a Messina. Questo è un grave atto discriminatorio”: non usa giri di parole il consigliere della Terza Circoscrizione, Alessandro Cacciotto. “A Messina esiste un gravissimo problema legato alla presenza di tante baracche; il sindaco De Luca, nei primi mesi del suo mandato, con impegno aveva portato avanti un azione politico-amministrativa volta ad eliminare una volta per tutte la ‘vergognaì della baraccopoli messinese; la cittĂ  dello Stretto aveva incassato il sostegno della Regione per lo stato di emergenza ma, il sogno (quanto la legittima aspettativa) si è scontrato contro il muro della Protezione civile e dunque del Governo che ha “frantumato” la speranza per migliaia di messinesi che vivono ancora in baracca ed in condizioni da terzo mondo: no allo stato di emergenza, no ai poteri speciali, ha fatto sapere a novembre 2018 la Protezione Civile.

Il no della Protezione civile – precisa Cacciotto – nascerebbe dal fatto che il problema baracche non può essere considerato un fatto tale da poter rientrare nel panorama dei casi per i quali viene concesso lo stato di emergenza. In queste ore si sta completando l’iter per l’approvazione della finanziaria e, sotto gli occhi del sottoscritto, è giunta la lettura di uno stralcio di documento che prevede milioni di euro per il ripristino delle buche stradali a Roma e l’intervento dell’esercito.

Le buche della Capitale rappresentano un’emergenza, un caso di «pubblica calamità», come un terremoto o un’alluvione. Per questo motivo l’ultima versione del maxi-emendamento della manovra, conferma l’invio dell’Esercito per riparare le strade di Roma.

Il Governo  prevede anche risorse aggiuntive per l’emergenza romana, visto che, si legge nel sub emendamento, è assegnata al Campidoglio ‘una dotazione finanziaria pari a 40 milioni di euro per l’anno 2019 e 20 milioni di euro per l’anno 2020 per interventi di ripristino straordinario della piattaforma stradale della grande viabilitĂ ’. Ovvero: 60 milioni. A cui vanno aggiunti 5 milioni ogni anno per i mezzi.

La domanda è d’obbligo? Ma le altre città, come Messina, non hanno problemi di buche? Soprattutto: il Governo ha detto no allo stato di emergenza delle baracche di Messina e tratta la questione delle buche stradali romane come una emergenza nazionale e con tanti milioni di euro?

Sarebbe a dir poco necessario che il Governo, la Protezione civile nazionale, tornino indietro sui propri passi e riconoscano Messina, passata alla cronache e alle trasmissioni nazionali, come la città delle baracche, lo stato di emergenza e i conseguenti poteri speciali affinchè, con maggiore velocità, si possa cancellare una volta per tutte una vergogna non solo locale ma anche nazionale.

L’invito al Governo della cittĂ , dunque al sindaco, al presidente Musumeci, col supporto dell’Anci, di riproporre la richiesta di stato di emergenza e che stavolta si possa accogliere una risposta affermativa”.

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