Chiuso l’asilo nido di Camaro per ristrutturazione, Gioveni e Cacciotto: “Famiglie e personale preoccupati”

“Dopo l’asilo nido di San Licandro, anche quello di Camaro da lunedì prossimo chiuderĂ  per 1 mese a seguito dell’avvio dei tanto attesi lavori di adeguamento appaltati con i fondi PAC; ma le incognite e le conseguenze sono attualmente parecchie!”. Esordiscono così in una nota congiunta Libero Gioveni e Alessandro Cacciotto, rispettivamente consigliere comunale e consigliere della III Circoscrizione, facendosi dunque portavoce delle preoccupazioni delle famiglie che ritengono a dir poco fondamentale il servizio offerto dai due asili nido: dove potranno essere accuditi i bimbi nell’attesa che le strutture in esame vengano ristrutturate? E ancora: che ne sarĂ  del relativo personale?

Tra l’altro – ricordano Gioveni e Cacciotto – questi lavori, a differenza degli interventi da effettuare all’asilo nido di San Licandro, dovevano essere eseguiti senza la necessaria chiusura del plesso perchĂ© non andrebbero ad interferire con le normali attivitĂ , ma l’impresa ha purtroppo preteso lo sgombero per ovvie ragioni di sicurezza.

A parte il fatto che soltanto ieri, senza alcun congruo preavviso – affermano i due consiglieri – sia le famiglie che il personale hanno saputo ufficialmente di questa chiusura, l’aspetto che preoccupa maggiormente è certamente la totale assenza di una alternativa che possa venire incontro soprattutto alle famiglie, alcune delle quali, per motivi di lavoro, avranno non pochi problemi a dare assistenza ai loro piccoli visto che si parla di pargoli con meno di 36 mesi di vita!

Anche il personale del Nido – proseguono i due ex Presidenti – è parecchio preoccupato visto che la cooperativa, che attende giustamente disposizioni in merito da Palazzo Zanca, pare non abbia dato finora né garanzie economiche, né di continuità lavorativa.

Pertanto – concludono Gioveni e Cacciotto – chiediamo di conoscere in particolare dall’Amministrazione: se abbia individuato una struttura alternativa (e quale) per garantire la continuitĂ  del prezioso servizio; se il Dipartimento servizi sociali riconoscerĂ  economicamente questo periodo di sospensione del servizio alla cooperativa, così da poter garantire di riflesso al personale il necessario e legittimo sostentamento; a chi sarebbero addebitati i mancati introiti delle rette nel caso non si dovesse riuscire a garantire il servizio in un altro sito al fine di scongiurare un potenziale danno erariale per l’Ente“. 

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