Gioveni: “Che fine ha fatto il famoso concorso per 51 posti al Comune di Messina”

“Che fine ha fatto il famoso concorso per 51 posti al Comune di Messina tanto decantato dall’Amministrazione Accorinti, ma che invece ha rappresentato finora solo il classico specchietto per le allodole?” Il consigliere comunale Libero Gioveni tira fuori quello che doveva rappresentare per i cittadini messinesi il “concorso del secolo”, se non altro perché era stato dato per certo addirittura alla fine dell’anno 2016.

Purtroppo – esordisce Gioveni – il troppo avventato annuncio fatto rispetto ad alcuni passaggi giuridici propedeutici che ancora sembrano essere allo stato embrionale, ha mostrato l’assoluta leggerezza di chi in passato ha dimostrato di non essere affatto diverso da “quellichecerano ANCORAPRIMA”.

Le norme sono chiare, non si può procedere al concorso pubblico se non prima avvengono alcuni passaggi – ricorda il consigliere, che però a questo punto chiede alla nuova Amministrazione se voglia perseguire quello che comunque potrebbe rappresentare un importante obiettivo e, a questo punto, anche un atto di giustizia sociale.

La L.R. n. 27 del 29 dicembre 2016, infatti – prosegue Gioveni – ha stabilito all’art. 2 che prima di ogni procedura di assunzione pubblica devono essere attivate le procedure di mobilitĂ  riservate al personale in esubero delle ex Province regionali (oggi CittĂ  Metropolitane o Liberi Consorzi), che però ad oggi non sembrano essere state ancora attivate.

A questo fondamentale passaggio, inoltre – rimarca ancora l’esponente del Pd – occorrerebbe anche procedere alla mobilità esterna volontaria che evidentemente ha i suoi tempi.

Pertanto – conclude Gioveni – sarebbe importante capire adesso una volta per tutte dall’attuale Amministrazione se vi siano ancora possibilitĂ  concrete per portare avanti un iter amministrativo che a tanti cittadini messinesi, pur rappresentando oggi una chimera, ridarebbe la speranza che ancora potrebbero esistere in cittĂ  delle vere procedure concorsuali per poter lavorare nella pubblica amministrazione”.

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