Teatro Mandanici. Ficarra e Picone in scena con Le Rane di Aristofane, sfiorato il sold out

Maria Antonella Saia

Teatro Mandanici. Ficarra e Picone in scena con Le Rane di Aristofane, sfiorato il sold out

martedì 06 Novembre 2018 - 13:23
Teatro Mandanici. Ficarra e Picone in scena con Le Rane di Aristofane, sfiorato il sold out

Grande successo  di  pubblico per il duo comico Ficarra e  Picone,  che ieri sera ha incantato la platea del Teatro Mandanici di Barcellona Pozzo di Gotto con un’interpretazione tutta personale de Le  Rane di Aristofane. La commedia racconta la storia di Dionisio,  dio del teatro, il quale decide di scendere negli  Inferi per riportare in vita Euripide, l’unica soluzione per salvare la tragedia dal declino.
Per fare ciò Dioniso e il suo servo Xantia chiedono ad Eracle quale sia la strada più rapida per giungere all’Ade; quest’ultimo, dopo qualche presa in giro, risponde che è necessario attraversare una palude, l’Acheronte. Quando i due giungono laggiù, il traghettatore Caronte fa salire Dioniso sulla sua barca per portarlo sull’altra riva, mentre Xantia è costretto a girare intorno alla palude a piedi. Durante la traversata, Dioniso e Caronte incontrano le rane (Caronte le chiama rane-cigni), col loro gracidare: brekekekex koax koax. Esse intonano un canto in onore di Dioniso, ma senza accorgersi che il dio è proprio lì con loro. Dioniso è presto infastidito dal loro canto e protesta, ma le rane continuano, non riconoscendolo nemmeno. Tuttavia, quando il dio imita il loro verso, esse si zittiscono. Alla fine Dioniso e Xantia si rivedono alle soglie dell’Ade, dove incontrano un gruppo di anime, gli iniziati ai culti misterici, che cantano in onore di Iacco. Poco dopo i due incontrano Eaco, che scambia Dioniso per Eracle (il primo infatti si era vestito a imitazione del secondo) e comincia a insultarlo e minacciarlo. Eaco era infatti furioso nei confronti di Eracle, che aveva rubato il suo cane Cerbero. Spaventato, il dio scambia i suoi abiti con Xantia, che è meno impaurito del suo padrone. I due vengono entrambi frustati, ma alla fine l’equivoco è chiarito.

Euripide viene finalmente trovato, mentre è nel mezzo di un litigio con Eschilo a proposito di chi meriti di sedere sul trono di miglior tragediografo di tutti i tempi: ognuno dei due si ritiene il migliore. Comincia allora una gara, con Dioniso come giudice: i due autori citano a turno versi delle loro tragedie, e tentano di sminuire quelli del contendente. Alla fine viene portata in scena una bilancia e ognuno dei due autori viene invitato a recitare alcuni suoi versi; la citazione che “pesa” di più (ed è dunque migliore) farà pendere la bilancia in favore del proprio autore. Eschilo esce vincitore da questa gara, ma a quel punto Dioniso, che inizialmente intendeva riportare in vita Euripide, non sa più a chi sia meglio concedere questo onore. Decide che sceglierà l’autore che darà il miglior consiglio su come salvare Atene dal declino. Euripide dà una risposta generica e poco comprensibile, mentre Eschilo dà un consiglio più pratico. Infine Dioniso decide di riportare in vita Eschilo, che, prima di andare, affida a Plutone il compito di riservare il trono di miglior tragediografo a Sofocle, raccomandandogli di non lasciarlo mai ad Euripide.

A metà tra commedia  e musical  Ficarra e Picone hanno incantato il pubblico del Mandanici con il loro trascinante umorismo, portando in scena una storia più che mai attuale,  che anche se  ambientata nell’Atene del 406 A.C,  riguarda la storia di tutti noi.
Stasera si replica alle ore 21.00.