Chi può dirsi responsabile nel “Salva – Messina”? De Luca: “C’è chi manda il messaggero e distorce i fatti. Ma io rappresenterò tutti”

La temperatura è rovente nella Sala Giunta di Palazzo Zanca in queste ultime 24 ore e lo sarĂ  per l’intera durata del weekend finchĂ© la Pianificazione del “Salva Messina” non vedrĂ  conciliare tutte le parti in causa. A  giudicare dall’ultimo vertice di ieri pomeriggio coi sindacati le parti in causa non pendono ancora tutte dal piatto della compagine istituzionale De Luca: l’incognita è proprio questa.

La Cgil e la Uil, come palesato nella conferenza stampa di ieri mattina, vanno spedite verso la loro strada che, sottolineano, è quella della tutela dei lavoratori perseguendo l’Assemblea organizzata il prossimo 31 ottobre. Invece, il sindaco De Luca va avanti per la sua missione e classificando come “responsabili” solo le Organizzazioni sindacali, presenti alla sua convocazione di ieri. GiĂ  questo è un discrimine per chi ha deciso di restare fuori (è chiaro) dopo ampia riflessione pubblica. Ma il sindaco apostrofa la Cgil come “scorretta” per aver delegato un “messaggero” accentuando questa distanza che si è tracciata tra loro, sulla scia forse di  “mistificazioni”.

“Ci dispiace aver dovuto registrare l’ulteriore scorrettezza della Fp CGIL che ha mandato un messaggero – si pronuncia il leader della Casa comunale – per leggere il solito documento pieno di falsitĂ  e mistificazioni come il suo firmatario”. Chiusa l’ennesima riunione con le sigle di categoria CISL, Cisal e autonomi, De Luca ha proseguito come un treno coi Servizi Sociali per avvalorare la predisposizione “materiale e morale” verso il tavolo concertativo. Da notare però che il concetto di responsabilitĂ  si lancia spesso sia nelle sue elucubrazioni sia in espressioni che “dovrebbero arrivare alla pancia”: “Noi siamo persone responsabili che pensano al presente e al futuro” e da parte di tante rappresentanze delle istituzioni.

Ci preme però analizzare e dire la nostra: il concetto di responsabilitĂ , a volte, è molto soggettivo, specie quando si ha a che fare con le masse, quando un numero considerevole di persone dipende dalla tua capacitĂ  di discernere come sia piĂą adeguato operare se in un senso oppure in un altro e l’intento deve essere produrre benefici per la collettivitĂ  ascoltando le esigenze di tutti. Il braccio di ferro non aiuta nessuno nĂ© tantomeno la collettivitĂ  quindi se è vero che l’Amministrazione De Luca è “l’Amministrazione di tutti” perchĂ© al tavolo non si sono sedute CGIL e Uil e si preferisce inviare un segnale di distacco con il messaggero?

Crediamo alla “bontĂ  delle parole” del sindaco: “Rappresenteremo noi anche gli interessi dei lavoratori della Cgil e UIL” ma possibilmente sono loro che non si sentono a questo punto rappresentati e nell’eventualitĂ  di un Accordo definitivo non si può trascurare questa realtĂ  anche per un “inghippo” di natura prettamente rappresentativo.

Nonostante tutto la conclusione è la rinuncia al confronto da un lato e la corsa di un treno dall’altro per raggiungere il 23 novembre senza ansie maggiori: “Abbiamo sfatato tutti i falsi miti della macelleria sociale di cui siamo stati accusati e ci corre l’obbligo evidenziare l’assenza di proposte da parte di UIL e CGIL”.

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