Milleproroghe, tagliati fondi alle periferie. Nel Messinese sospesi 44 progetti

Sospese ben 96 convenzioni con gli enti locali su un totale di 120 sino al 2020, comportando di fatto un taglio complessivo di oltre un miliardo e mezzo di euro per la riqualificazione delle periferie. Con un emendamento notturno voluto dall’autoproclamato governo del cambiamento, durante l’approvazione definitiva del decreto Milleproroghe avvenuta ieri sono stati tolti 1,6 miliardi di euro di finanziamenti statali volti alla realizzazione dei numerosi progetti che erano stati approvati nell’ambito del bando periferie, che nel dicembre dello scorso anno era passato alla fase attuativa. In particolare, nella città metropolitana di Messina, dove erano stati stanziati 40 milioni di euro, sarà sospesa la realizzazione di ben 44 progetti (in questa sede non va preso in considerazione anche il comune di Messina, con il quale è stata stipulata una convenzione ad hoc di quasi 18 milioni di euro, destinati tutt’al più per la realizzazione del progetto Capacity):

I progetti del bando periferie approvati nel Messinese 1/2
I progetti del bando periferie approvati nel Messinese 2/2

Furiosi i sindaci delle comunità colpite dall’emendamento in questione, che dalla realizzazione dei progetti speravano in un rilancio, quantomeno parziale, del territorio. Le realtà interessate dai progetti sono infatti molto piccole, e proprio in quanto tali spesso accade che vengano lasciate nel più totale abbandono da parte dell’amministrazione centrale, interessata a finanziare innanzitutto le città di grandezza più ampia e, dunque, per certi versi più importanti. Sulla vicenda è intervenuto anche Antonio Decaro, presidente dell’Associazione nazionale comuni italiani (Anci), il quale durante l’ultima conferenza unificata con le varie realtà comunali ha spiegato di non essere stato messo a conoscenza dell’imminente taglio che stava per essere approvato, per poi aggiungere con fare sarcastico: “Non sapevo che nel contratto di governo fosse stato deciso di strappare tutti i contratti fra istituzioni”. In reazione a quanto verificatosi, il presidente dell’Anci ha dichiarato che quanto prima procederà con la sospensione delle relazioni istituzionali con il governo nazionale: “Ci vediamo costretti come Anci, nostro malgrado, ad interrompere le relazioni istituzionali e ad abbandonare la Conferenza unificata e la Stato-Città, che si terrà nei prossimi giorni”.

Decaro rincara poi la dose, arrivando addirittura a parlare di un furto realizzato ai danni di centinaia di comuni, molti dei quali avevano già realizzato le gare di progettazione e firmato i contratti necessari per dare avvio ai lavori e che adesso si trovano senza alcuna fonte di finanziamento: “È stato un furto con destrezza: con un emendamento notturno sono stati tolti finanziamenti statali per 1,6 miliardi di euro in 326 Comuni con 19,8 milioni di abitanti. Erano 96 convenzioni firmate a dicembre con la presidenza del Consiglio registrate a marzo dalla Corte dei Conti, e sulla base dei quali i Comuni hanno fatte gare di progettazione e anche di lavori, firmato contratti con imprese e professionisti”.

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