Caso “Diciotti”: fascicolo sul ministro Salvini trasmesso a Palermo

La Procura di Agrigento ha trasmesso ai pm di Palermo il fascicolo d’indagine sul ministro dell’Interno Matteo Salvini e sul capo di gabinetto Matteo Piantedosi, indagati per il trattenimento illegale dei migranti soccorsi dalla nave “Diciotti”.

In relazione all’aggravamento della posizione degli indagati, confermata ieri da fonti giudiziarie, l’ipotesi del sequestro di persona a scopo di coazione, farebbe riferimento al fatto che il titolare del Viminale avrebbe impedito lo sbarco per fare pressione sull’Ue in direzione della ridistribuzione dei migranti; mentre l’omissione d’atti di ufficio riguarderebbe la circostanza che sarebbe stata ignorata la richiesta della Guardia costiera di un porto sicuro, indicando Catania solo come scalo tecnico.

Per dieci giorni, dopo il soccorso il mare, i migranti sono rimasti a bordo dell’unita’ del Corpo che ha reiterato, anche a ridosso della conclusione della vicenda, la necessita’ di procedere allo sbarco per la criticitĂ  delle condizioni a bordo. Tredici dei 190 salvati era stati evacuati d’urgenza a Lampedusa. Poi per cinque giorni, gli altri sono rimasti ormeggiati nel porto etneo.

Dei 177 erano stati fatti sbarcare anche i 27 minori; sabato, nel tardo pomeriggio, era stato disposto dalla Sanita’ marittima l’ordine di sbarco per undici donne che avevano subito violenze in Libia, e sei uomini, due dei quali affetti da tubercolosi.

Nella notte tra sabato e domenica la svolta, con lo sbarco di tutti e il trasferimento a Messina, da dove martedì un centinaio è partito in direzione di Rocca di Papa. Altri 39 attendono la loro destinazione; 4 gli scafisti – 3 egiziani e un bengalese – il cui fermo è stato convalidato ieri mattina per associazione finalizzata alla tratta di persone, violenza sessuale, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e procurato ingresso illecito, applicando la custodia cautelare in carcere.

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