Baracche, De Luca pronostica l’esito del dibattito. Cardile: “L’aula non va condizionata”

“Questa Presidenza stigmatizza le dichiarazioni affidate a un post con il quale il sindaco ha ipotizzato i possibili scenari in merito alla trattazione in Consiglio comunale della delibera sulla costituzione dell’Agenzia per il risanamento”, così il Presidente del Consiglio comunale, Claudio Cardile, bacchettando De Luca in riferimento a un lungo post pubblicato da quest’ultimo ieri su Facebook, all’interno del quale vengono pronosticati i possibili esiti del dibattito in aula iniziato questa mattina in riferimento alla possibile costituzione dell’Agenzia per il risanamento ed eliminazione delle baracche. In linea di massima, tra i diversi scenari ipotizzati, vi sono anche quelli secondo cui i consiglieri comunali sarebbero interessati ad intralciare, per un motivo o per l’altro, l’attuale esecutivo comunale affinché questo non possa prendersi i meriti circa l’esser riuscito a porre fine nell’arco di così poco tempo l’annosa problematica delle baracche. Insomma, dal post si desume che qualora il sindaco non mantenga fede alle proprie promesse fatte nelle ultime settimane in materia di risanamento, le colpe sarebbero da attribuire ai consiglieri comunali, interessati a rallentare, se non addirittura bloccare del tutto, il normale svolgimento dei lavori. Qui di seguito riportiamo uno stralcio del post incriminato:

“Alle ore 11:00 è convocata la Commissione consiliare bilancio per esaminare la proposta di delibera per la costituzione dell’Agenzia per il risanamento ed eliminazione delle baracche. Quali sono gli scenari? Presto detto!
1. I consiglieri comunali approveranno la proposta dopo aver richiesto eventuali chiarimenti e/o proposto emendamenti migliorativi;
2. I consiglieri comunali non approveranno la proposta per bloccare questo tentativo dell’amministrazione comunale di affrontare la gravissima situazione con la massima attenzione e risolverla definitivamente. Tale scelta avrebbe l’esclusiva finalità di non attribuire un’eventuale merito all’esecutivo. Altri in passato lo hanno fatto ‘lentamente’ per utilizzare le baracche ed i baraccati come un bancomat politico-clientelare, rasentando l’illiceità e l’immoralità.
3. I consiglieri comunali faranno ammuina (‘chiasso’/’confusione’, ndr) dichiarandosi tutti d’accordo sul nobile obiettivo, ponendo, tuttavia, questioni tecnico-giuridiche assurde per condizionare l’amministrazione comunale e rallentare un percorso che ha delle tappe ben precise e concatenate”.

“L’Aula deve trattare la delibera senza alcun condizionamento”. Delle affermazioni ritenute inaccettabili dal Presidente del Consiglio comunale, in quanto da ritenersi lesive non soltanto della dignità dell’aula consiliare intesa come istituzione, all’interno della quale dovrebbe essere intavolato il dibattito in questione senza alcun condizionamento di sorta, ma anche dei singoli consiglieri comunali, i quali ingiustamente vengono così sottoposti a una gogna mediatica: “Sembra quasi che il sindaco voglia mettere il carro davanti ai buoi, – continua Cardile – ma questa Presidenza nel difendere l’operato del Consiglio comunale ritiene che quest’ultimo debba essere lasciato nella tranquillità di poter trattare la delibera senza alcun condizionamento. Inoltre le dichiarazioni del sindaco potrebbero generare (vedi commenti al post) delle reazioni inopportune da parte dei cittadini ed in particolare di quelli che vivono il disagio delle baracche.

“Il sindaco non può pensare che il Consiglio debba necessariamente approvare le proposte sic et simpliciter senza proferire verbo (come forse avviene nei piccoli comuni che ha amministrato precedentemente e nei quali vi era una maggioranza in aula). Si auspica – si legge a conclusione della nota – che per il futuro si utilizzino i canali istituzionali e il confronto dialettico per la trattazione e l’analisi dei provvedimenti proposti dall’esecutivo”.

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