Salvini a Furci, De Luca lo invita a mangiare una granita in mezzo alle baracche

Alla vigilia di Ferragosto, il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, sarà a Furci Siculo per incontrare il nuovo coordinatore provinciale della Lega, Matteo Francilia. Un’occasione che il sindaco Cateno De Luca vuole cogliere per denunciare il problema del risanamento in città, da qui l’invito lanciato dal primo cittadino al numero uno del carroccio: “Apprendo con piacere che il Ministro Salvini si recherà a Furci Siculo per incontrare il Sindaco, Matteo Francilia, neo coordinatore provinciale della Lega, al quale va il mio personale augurio di buon lavoro. Senza “sconvolgere” il programma preferragostano del Ministro (passeggiata sul lungomare e cena a base di pesce) ho il dovere e piacere di invitarlo per qualche ora a Messina nel lebbrosario delle baracche. Da qualche giorno ho chiesto ai Governi, Regionale e Nazionale, di dichiarare lo stato di emergenza sanitario-socio-economico e disposto con ordinanza sindacale, per motivi igienico-sanitari, lo sgombero degli oltre 2000 nuclei familiari che “sopravvivono” in queste favelas italiane da oltre 100 anni. So bene che essendo Italiani non sono visibili come i tanti migranti che cercano e trovano rifugio in Italia. A loro nessuno ha mai garantito 40 euro al giorno per il vitto e per un tetto o, meglio, una stanza di albergo. Per questo motivo intendo accompagnarlo in una di queste 7 baraccopoli in cui abitano circa 10 mila persone in strutture precarie e fatiscenti e in condizioni di vita di gran lunga al di sotto degli standard minimi di igiene e sicurezza. Se resisterà al caldo asfissiante ed insopportabile ed olezzi malsani dell’ambiente come l’evaporazione dell’ eternit potrà degustare in una di queste baracche la vera granita siciliana, quella che da secoli è preparata a Messina. Venga Ministro, venga a vedere con i suoi occhi. Sono sicuro che dopo aver constatato la gravissima situazione di degrado diventerà il nostro migliore “alleato” per rappresentare nel Consiglio dei Ministri che a Messina esiste un’emergenza che, per troppo tempo, è stata colpevolmente sottovalutata”.

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