Alloggi in affitto per zona risanamento, “i 40 milioni dedotti da De Luca si polverizzeranno in 5 anni e gonfieranno tasche private”

L’Agenzia di Risanamento, autorizzata anche dalla Regine Siciliana, si sostituirĂ  all’Istituto Autonomo Case Popolari e si assumerĂ  la briga di versare i canoni per gli aventi diritto di una casa popolare. Ma qual è la natura degli alloggi? Per quanto tempo questo sistema di affitto dovrebbe essere garantito? Che percorso imboccherĂ  l’Agenzia in nella scelta del canone: sociale, agevolato, a libero mercato? Il Sindaco De Luca si erge all’utilizzo di 40mln di euro dalla dotazione residua della legge 10/90 per poter concedere 1000 alloggi in locazione. Applicando una stima prudenziale i 40mln di euro si vaporizzerebbero nel giro di cinque anni se le 1000 case si locassero a circa 700 € mensili (100 € in piĂą della media messinese – Osservatorio Immobiliare). “Una vera e propria regalia ai locatori privati che ne trarrebbero cospicue quote di profitto”. A delineare questa ennesima operazione speculativa di dislocazione di denaro pubblico è il Sindacato Unione Inquilini di Messina che traduce l’espediente come un miglioramento della qualitĂ  della vita solo transitorio, cambiando una baracca con una abitazione dignitosa. “Cosa succederĂ  quando le finanze pubbliche si esauriranno e non potranno piĂą gonfiare le tasche di questi locatori? Il rischio è quello di agire attraverso la finta condizione dell’emergenza e di spostare il problema per le famiglie aventi diritto. Quanto si distorcerebbe il mercato con questa operazione? Che fine faranno le famiglie al termine dei cinque anni?”.

La sigla Unione Inquilini si dice perplessa per l’ultima proposta del sindaco De Luca. Il problema del risanamento, o meglio delle baracche, costituisce per Messina un problema storico di cui non andare tanto fieri, sia per i cittadini che per anni hanno vissuto con la speranza illusoria di avere un alloggio popolare, sia per la classe politica messinese che si è rivelata negli anni soltanto interessata ad acquisire i voti dei “baraccati” con promesse elettorali totalmente disattese.

La Regione Siciliana inserisce nella legge di stabilità (finita nel mirino del Consiglio dei Ministri) l’istituzione di un’apposita agenzia che dovrebbe risolvere i rimpalli di competenza tra IACP e lo stesso Comune, attraverso l’erogazione di 500mila euro.

Lo spirito della legge 10/90, per cui fu destinata alla città di Messina la somma di 500mld di lire al fine di risolvere la questione del Risanamento, è quello di “sbaraccare” e costruire alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica da destinare ai cittadini censiti all’interno delle zone di Risanamento. Con l’avvento della L.R. 4/2002 venne inserita inoltre la possibilità da parte del Comune di Messina di reperire alloggi sul mercato comunque da riconvertire in alloggi ERP.

L’attuale legge di stabilità de facto deroga a questo spirito prevedendo l’affitto di alloggi per le famiglie nelle baracche! Martellanti alcuni interrogativi:

“Registriamo un salto involutivo da parte della giunta De Luca – conclude il sindacato -. Paradossalmente, l’acquisto di alloggi sul mercato della Giunta Accorinti da riconvertire in alloggi ERP, da noi osteggiato per rischi di anti economicità, plusvalenze ecc., era molto meglio: almeno l’ente poteva usufruire del ritorno delle somme derivanti dal pagamento dei canoni sociali di locazione reinvestendole nell’ERP. Adesso lo spirito è diametralmente opposto! Si tratta solo di trasferimento a fondo perduto di denaro pubblico per soddisfare precariamente il bisogno di normalità di centinaia di famiglie e alimentare la rendita immobiliare”.

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