De Luca e Direttori Teatro a colloquio. Celi: “Piano d’ascolto reattivo. Inizieremo e finiremo Stagione. Cerco somme a Regione e Roma”

“Fondamentale il piano d’ascolto maturo e importante dimostrato dal Sindaco, un uomo elegante anche nella voglia di capire appunto la materia tecnica del Teatro che alla fine è un’azienda da trattare con competenza. Al di là di quello che si può pensare della vicenda Teatro, è opportuno capire. E audire con passione e interesse i due Direttori Artistici che comunque hanno un contratto fino a marzo del 2019 diventa quasi inaspettato e sbalorditivo per certi versi. Qualunque siano le decisioni future, la volontà di capire garantisce a tutti noi che la scelta sarà ponderata dai contenuti che si conoscono”. Queste le prime percezioni e idee della Direttrice della Prosa del Teatro “Vittorio Emanuele”, Simona Celi che abbiamo intervistato questa mattina, dopo il colloquio avvenuto ieri sera fra il neo reggente del Comune Cateno De Luca, l’assessore alla Cultura Enzo Trimarchi, fra lei ed il collega della Sezione Musica Matteo Pappalardo. Ricordiamo che il Primo Cittadino sta sviluppando una presa d’atto di tutte le Partecipate di Palazzo Zanca negli ultimi giorni e sta parlando con tutti gli attori impegnati nella gestione. Giovedì scorso era toccato al Sovrintendente Egidio Bernava il cui mandato in prorogatio scadrà il 27 luglio e al Presidente Luciano Fiorino che ha rimesso il suo mandato per una questione di galateo istituzionale, tramite una lettera, il giorno successivo all’incontro ovvero ieri. Comunque, Fiorino non è stato sollevato ufficialmente dalla sua posizione. Occorre ragionare anche su come ridistribuire i sessanta amministrativi ma sulla cancellazione della Presidenza De Luca non ha fatto segreti stimando lo spirito di prestazione che ha contraddistinto tutti. Magari, non si chiamerà più Presidente o Cda ma una o più figure apicali alla guida resteranno e sarà corretto remunerare chi svolge questa attività.

Celi sottolinea proprio questa differenza di funzioni da una parte per lei e Pappalardo e dall’altra per Sovrintendente e Presidente. Rispetto alla scadenza delle nomine i responsabili di Prosa e Musica vi rientrano per ordine fiduciario ma sono coperti fino al prossimo marzo, avendo ricevuto un incarico biennale e arrivando nel periodo di allontanamento di Ninni Bruschetta. Bernava ha fatto un resoconto di risanamento del Bilancio e, probabilmente, parteciperà alla definizione del prossimo, chiudendo la  durata della sua mansione.   

“Ci siamo raffrontati per la consegna dei progetti che è inutile presentare senza completare la stagione teatrale – riprende la direttrice degli spettacoli -. O si ha una determinazione comune di progettazione oppure per tutti è difficile progettare, incluso il Sindaco che dovrebbe ricominciare a metà azione. Rispetto a questo discorso De Luca ha espresso la volontà di costruire ma è chiaro che bisogna conoscersi da adesso a marzo nel bene e nel male. Deduco che l’approccio positivo dettato da una capacità di comprensione aiuti moltissimo. Lavoreremo insieme ai progetti in fieri quali i percorsi con le scuole, le nostre produzioni, tutte occasioni che non avevamo potuto cogliere ed affrontare perché non c’erano i fondi ed erano contrari ai tempi visto il nostro inizio a marzo del 2017. Attualmente, sto cercando fondi alternativi laddove potrebbero esserci da altri assessorati regionali: quello all’Istruzione ci ha promesso dei finanziamenti, la prossima settimana andrò personalmente da quello alle Attività produttive. Sto cercando dei sostegni in Regione perché paradossalmente quest’anno abbiamo più soldi sulla carta ma meno soldi per realizzare la Stagione. C’è il problema della stabilizzazione del personale, la situazione debitoria dell’Ente che è ancora gravosa. Certo, il debito è sceso perché numerosi decreti ingiuntivi sono stati pagati ma siamo stati penalizzati dal fatto di non avere la rateizzazione come i Teatri di altre città come Catania. Per cui la massa dovuta è caricata in Bilancio, la causa che non ci permette di spendere spesso in spettacoli grossi”.

La soluzione sarebbe entrare nel Fondo di Rotazione per cui l’assessore allo Spettacolo e Turismo Sandro Pappalardo sembra essere vicino all’organizzazione del Teatro “Vittorio Emanuele”. Automaticamente, il debito si azzererebbe perché comparirebbe la chance delle rate che non sarebbero caricate sul Bilancio fino a lavorare con un budget maggiore. C’è da valutare che l’Ente, essendo regionale, ha patito tutti i blocchi derivanti dalle Elezioni prima delle Regionali, poi le Politiche e infine le Amministrative per cui commenta Celi “ogni volta si riparte da capo”.

“Noi siamo pronti ad avviare il nostro cartellone artistico, è tutto pronto – afferma -. Stiamo aspettando il Bilancio, stiamo procedendo un po’ a naso, potremmo rischiare di togliere uno spettacolo da quelli programmati. Ma siamo orientati con la somma che abbiamo speso l’anno scorso che ammonta a circa 800mila euro. Dicevamo al Sindaco: ‘sarebbe un peccato lasciare i progetti a metà’ per cui non possiamo trascurare questa scadenza ibrida. Ma le nostre intenzioni sono quelle di portare a compimento la Stagione. Poi se il nostro lavoro interessa e viene apprezzato, si potrà mantenere il nostro operato oppure provvedere diversamente. Siamo abbastanza sereni e mi sento confortata dall’essere stati ascoltati”.

Una tranche di Fondi Furs sta arrivando. Le altre due sono impantanate. I Fondi Fus del Ministero hanno avuto lo stessa sorte e non è dipeso né dall’odierna gestione del Teatro né dalla precedente ma si sta studiando un modo per recuperarli. “Abbiamo fatto domanda come Teatro di produzione, domanda che non è stata accolta, come non avevano accolto Bruschetta e siamo passati a teatro di programmazione”.

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