Pressing sul Presidente Consiglio, entro il 9 per Centrosinistra sembra tela di Penelope. I papabili Cardile, Calabrò, Bonfiglio e Interdonato

La stoccata di Beppe Picciolo nella modalità di trovare un compromesso per la figura della Presidenza del Consiglio ha smosso le acque tra i colleghi di Patto ed è stata recepita con un tono azzeccato, ovvero come un invito ad accelerare prima che si entri in Aula il 10 luglio senza un nome rispondente alle varie “frequenze”. E’ così che per domani si è sancito di riunirsi con i punti di riferimento di Pd e Sicilia Futura tra Coordinatori, Segretario e deputazione e poi con i gruppi degli eletti. “Se fosse possibile, in teoria, vorremmo un nome del Pd in cima alla Presidenza del Consiglio potendo lodare 5 consiglieri in forza ma questa non è affatto una pregiudiziale – motiva il parlamentare all’Ars Franco De Domenico -. La ragione è sempre quella di avere riscosso più componenti d’Aula come Coalizione, visto che sono 13 ma anche uno in più rispetto alle tre liste. L’importante è continuare a mantenere questa unità stretta in campagna elettorale che è stata fruttuosa per quanto riguarda il Civico Consesso e certamente non lo è stata per il Sindaco. Non vogliamo mettere il carro davanti ai buoi se dobbiamo interloquire. L’incipit di Picciolo con cui mi sono sentito fino a stamattina significava ‘facciamo presto’. Magari lo scambio di idee può essere gestito anche per telefono nel frattempo. Entro lunedì 9 mattina dobbiamo chiudere sui nomi”.

Ed è sui nomi che i dubbi proseguono e la quadratura manca. Adesso il nominativo che raccoglierebbe un consenso di trasversalità è Claudio Cardile alla sua seconda legislatura ed anche il più votato del Pd. Non si discosta il favore per Felice Calabrò, che avrebbe voluto fare un salto dell’Aula consiliare nel 2013 con la sua sindacatura, finita sulle spalle di Accorinti. E poi Biagio Bonfiglio, il medico angiologo eletto nelle fila di LiberaME che potrebbe essere, per le altre due liste in campo, una scelta elastica e di pregio. Infine, ma non ultimo, Nino Interdonato, che ha occupato già la posizione di vicepresidente vicario con Sicilia Futura e conosce l’attività amministrativa di Palazzo Zanca con le sue battaglie sul Cosap e sui Bilanci. “Sui nomi possiamo dire tutto e il contrario di tutto – chiarisce De Domenico -. Le nostre sono tutte persone di qualità, abbiamo dunque la fortuna di poter fare obiettivamente una cernita tra professionisti di qualità eletti. Nessuno potrebbe avere nulla da dire quindi molti di loro si possono ritenere aspiranti”.

Intercettare comunque un consenso generale sembra essere la determinazione di tutti ma al momento sembra più una tela di Penelope da qui a lunedì prossimo. “Ecco perché non è opportuno fare i nomi – evidenzia De Domenico -. Si devono identificare le caratteristiche e i criteri e magari due – tre nomi possono emergere. Tra questi vediamo chi ha più chance”.

Il consigliere comunale Piero La Tona, reclutato in Sicilia Futura ed anche assessore designato per la Giunta del candidato sindaco Saitta, spera che si elaborerà la sintesi nell’incontro di domani e che verranno ratificate le indicazioni. Ma lo si farà tenendo a mente le percentuali di lista o ci si accoderà alla maggioranza ricavata dal suffragio popolare? “Sinceramente non ho nomi ma credo debba essere più semplice raggiungere questo risultato Quando si fanno previsioni politiche ci sono più parametri su cui bisogna ragionare. Sicuramente il primo da fare è quello dei numeri. E’ ovvio che il Pd abbia la prima parola e deve capire al suo interno chi vuole proporre e poi trasmetterlo a noi alleati. Noi non vogliamo d’altro canto dettare le regole ma neanche essere a traino ed accettare unicamente quello che ci propinano.  L’accordo deve passare attraverso una riflessione che coinvolga tutti ma è chiaro che qualcuno deve avanzare una proposta. E’ corretto che parta da chi ha più numeri e da chi vuole porre l’accento su personalità allo stesso modo valide”.

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