Conversando con Carmine Iannicelli sul mito greco-latino e sull’arte in una Scuola dell’Infanzia e in un Liceo classico

Il progetto eTwinning, voluto dalla Commissione europea e incluso nel Programma Erasmus+ si propone di incoraggiare le scuole europee o confinanti  a creare progetti collaborativi basati sull’impiego delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC). In tal senso, grazie all’impegno e alla tenacia di due docenti, lontani sia dal punto di vista geografico che per ordine di scuola, è stato realizzato il progetto biennale (2015/16, 2016/17) A cultural intersemiotic Journey through Myth and Art. I docenti che hanno collaborato sono il prof. Carmine Iannicelli del Liceo Classico Statale “G. Carducci” di Nola (Napoli) e Pietra Saia, insegnante della Scuola dell’Infanzia dell’Istituto Comprensivo di Torregrotta ( Messina). In occasione dell’evento abbiamo  intervistato  il prof. Iannicelli, Ambasciatore eTwinning nazionale e fondatore del progetto,  per avere maggiori informazioni e spunti su un progetto che ha coinvolto due regioni e differenti tipologie di scuole.

Può raccontarci brevemente in che cosa consiste l’attivitĂ  che il progetto ha portato avanti?

L’idea era di trattare il tema della ricezione e risemantizzazione del mito attraverso le rappresentazioni artistiche di diverse epoche,  al fine di recuperare le peculiaritĂ  dei diversi linguaggi (testuale, iconico, artistico) e gli antichi valori, promuovendo l’acquisizione di competenze chiave e di cittadinanza. In una modalitĂ  verticalizzata, interculturale e plurilingue il progetto ha voluto percorrere un viaggio tematico su figure del mito greco-latino, analizzate attraverso reinterpretazioni moderne, dal testo alle immagini, attraverso l’analisi e lo sviluppo delle relative correnti artistiche con necessarie curvature per la Scuola dell’infanzia.

Il progetto ha previsto anche una qualche forma di insegnamento di materie curriculari?

Le attività di progetto sono state svolte nel normale orario di lezione con approfondimenti extracurriculari per quanto riguarda i due Licei. Ma anche i bimbi dell’infanzia hanno svolto una parte del lavoro di ricerca a casa con il supporto dei genitori. Le discipline coinvolte hanno permesso di svolgere i contenuti fondanti della programmazione. La progettazione del ginnasio ha coinvolto diverse discipline (italiano, latino, greco, storia, geografia), ma soprattutto storia dell’arte non prevista tra gli insegnamenti e integrata nel curriculo.

La programmazione interdisciplinare ha preso forma in una Macro-UnitĂ  di apprendimento. L’osservazione sistematica e la valutazione durante la vita del progetto hanno riservato un’attenzione particolare alle macrocompetenze previste dalla Raccomandazione del Parlamento Europeo Parlamento Europeo e del Consiglio relativa a competenze chiave per l’apprendimento permanente (2016), alle metacompetenze del D.M. n. 139 del 22 agosto 2007 e – per l’Infanzia – agli spunti delle Indicazioni nazionali (2012).

Pertanto, per i Licei si è tentato di  conciliare l’approccio disciplinare con le competenze attraverso un’adeguata considerazione –anche di rimediazione – degli Assi culturali che prevedono le Competenze di base a conclusione dell’obbligo di istruzione, e le Competenze chiave di cittadinanza , anche queste da conseguire al termine dell’obbligo scolastico.

 

Qual è il valore aggiunto che l’esperienza cooperativa ha dato, rispetto alla routine della scuola, agli studenti e ai docenti che vi hanno partecipato?

Il progetto, con curvature e strategie diverse per l’età degli studenti, ha permesso agli alunni di acquisire e potenziare abilità relative alle diverse aree di apprendimento attraverso il dispiegarsi ed intrecciarsi di attività diversificate.

Questa situazione di apprendimento ha permesso di acquisire e/o potenziare la capacitĂ  di imparare ad imparare e di lavorare con l’altro (Cooperative Learning); creare, attraverso la discussione e il confronto (debate) nuove conoscenze; considerare l’errore parte del processo di ricerca e apprendimento (approccio comportamentista); esprimere sentimenti ed emozioni (funzione fatica); utilizzare il linguaggio in modo differenziato (comunicare in lingua madre); utilizzare specificamente per i ragazzi piĂą grandi gli strumenti tecnologici per creare, mixare, riprodurre esperienze e situazioni (competenze digitali). Gli alunni del Liceo hanno utilizzato, sulla piattaforma Twinspace, dedicata ai progetti eTwinning, anche le lingue straniere (inglese, francese) per comunicare con i partner europei. La Scuola dell’Infanzia ha sperimentato, in aula, un approccio all’inglese su termini del mito e del racconto, prendendo spunto dalla vicenda di Ulisse, Teseo e Arianna.

Un obiettivo fondamentale e irrinunciabile del corso, dal punto di vista dei docenti,  è stato ­quello di sostenere la metodologia della ricerca-azione nell’ottica dell’autonomia di ricerca, sperimentazione e sviluppo. Il percorso si è legato strettamente a quanto suggerito dal DPR 275/99 e con questa idea io e la mia collega abbiamo intrapreso un percorso  di innovazione metodologica e disciplinare, sperimentando la possibilitĂ  delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione di essere integrate nei processi formativi e favorendo gli scambi di informazioni, esperienze e materiali didattici.

 

 

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