M5S gli nega le nozze, De Luca "balla da solo": "Io sono l'anticasta. Bramanti gioca lo spin doctor Mazzeo che fungerà da assessore"

“Se salta il banco di Palazzo Zanca, saltano gli affaristi, la casta. La mia vita politica e professionale è stata setacciata dalla Magistratura e Guardia di Finanza. Sono pulito, ho superato tutti i processi, l’esame del Dna in 10 anni. Chi altro al mio posto? Altri prima di Bramanti e dei suoi sodali hanno tentato di distruggermi politicamente. Non ci si può attaccare ai tronconi dei miei procedimenti giudiziari. Il mio libro ‘La lupara giudiziaria’ si chiude con questa frase: ‘Anche in manette mi candiderò a sindaco di Messina’. La stampa non deve essere lo scendiletto di nessuno e se lo fa deve dare spiegazioni. La coalizione di centrodestra sta uscendo i carichi da novanta. Un primo sondaggio fornitomi dai servizi segreti mi dà al 70% contro il 30%. Un altro spin doctor scende in difesa e appoggio del prof. Bramanti, il giornalista Fabio Mazzeo. Chi conduceva la campagna elettorale del prof. potrebbe essere stato sostituito da lui. Mamma mia che paura!”. Questa è l’ultima delle tre assemblee pubbliche che il deputato Cateno De Luca conduce in piazza prima di sottoscrivere la stipula del suo futuro, davanti alla sua platea il prossimo venerdì 15.

“Mazzeo è lo stesso che cura le pubbliche relazioni dell’ex ministro Lorenzin e che ha intrecciato il business dell’Irccs – Piemonte – sentenzia De Luca -, lo stesso che ad ogni campagna elettorale non riesce a trovare dei seguaci per votarlo, neanche per giocare a briscola in due, è lo stesso che potrebbe diventare assessore, in odore di assessorato secondo le mie fonti. Dal 2005 si fa il suo nome ma poi scappa. È stato fatto da Navarra, ci stava pensando anche Genovese. L’armata Bramanti deve sapere che non è il momento di imbrogliare. Con me nessuno ha mai chiuso un occhio, con me nessuno ha sorvolato su un errore. Il sindaco De Luca non verrà perdonato e non gli verrà perdonato un parcheggio in doppia fila. Ed io in mi metterò MAI nelle condizioni di farmi perdonare qualcosa”.

Ipotesi sulle mie sorti istituzionali. Eventuale apparentamento tecnico dei Cinquestelle è bandito. “Il capogruppo alla Camera Francesco D’Uva ha parlato per tutti e dice che non vuole le nozze con me. Le decisioni del Movimento vengono prese dai cittadini. Qui a Messina forse c’è stata una deroga. Dopo il nostro intervento di ieri, c’è stato un vertice degli iscritti che hanno definito il mio scenario preferito non praticabile. La via maestra della piazza era quella di dare 19 consiglieri ai 5Stelle compreso il Presidente, darli a dei ragazzi, una filosofia che assomiglia al nostro stile, senza la presenza di figure storiche che una volta entra con un simbolo ed un’altra con un altro simbolo. Noi abbiamo offerto una fiducia in bianco con questo ragionamento. Non lo so quale è stata la motivazione, è arrivata solo risposta laconica e secca. I veri simpatizzanti iscritti del M5S amano Messina come noi per poter ricambiare la fiducia e l’affetto che noi abbiamo manifestato per loro”.

Venerdì alle 22 a piazza Duomo firmerà il contratto solenne anche con i cittadini a Cinquestelle. “Le faide caratterizzano i cittadini della peggiore Repubblica. Io sento e mi auguro che loro siano con noi alle urne il 24 giugno. L’anticasta sono io contro la casta – lo squallore del potere. Ma la possibilità è che la gente non vada a votare perché il ballottaggio porta a questo. La casta ha una rete che preme, che si insinua. Dobbiamo dilaniare questo sistema”.

“Noi abbiamo l’opportunità di chiudere l’accordo anche con due – tre liste. I messinesi però non vogliono bere certa acqua. Dovevo decidere se sedermi al tavolo di queste persone. Ho preferito il rispetto per voi, per la democrazia. Io sono stato sempre eletto mai indicato. Ho rispettato il verdetto, non ho cercato scorciatoie. Nel mio curriculum non c’è scritto questo, non sono figlio delle liste bloccate, di deputati in provetta”.

Avrebbe potuto continuare la sua carriera di parlamentare all’Ars, comunque senza sprecare un anno e mezzo della sua vita in campagna elettorale, riflettendo tra sé e gli altri. Ma De Luca ribadisce: “Io amo questa città ed i miei figli. Capisco cosa significa avere la strada spianata e non avercela affrontando sacrifici. I nostri ragazzi non dovranno più iscriversi all’associazione ‘Fuori di ME’ per farsi la valigia e realizzarsi in una comunità diversa da quella di origine. Io voglio creare questa chance per loro facendo il sindaco, progettando una sanità pubblica che funzioni e non una ragnatela d’interessi come si sta cercando di far attecchire a tutti i costi, prima con il presidio Piemonte, poi con la Stroke Unit che neanche si sarebbe potuta autorizzare nel precedente Riordino Ospedaliero con un servizio già molto vicino al Policlinico ed ora con l’Azienda Papardo. Con questi interessi ci si orienta verso il principio del subordinamento dei dipendenti, delle assunzioni e così via. La visione tentacolare ha avuto inizio dai Colli San Rizzo, ha percorso il viale Europa e si vuole prendere tutta la città. Sì, sarebbe stato più semplice non allontanarsi da Palermo, una volta accaparrato il posto all’Ars ma non mi attraggono le poltroncine, se posso impegnarmi per migliorare questa provincia.”.

Redazione1

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