Processo Matassa, Capurro accusato da collaboratore di giustizia: “È affiliato al clan Ventura”

-“Allora, oltre Marcello Tavilla, c’è Enzo Pergolizzi, Giovanni Lanza, Enrico Olivieri, Lorenzo Guarnera, un certo De Francesco, di cui non ricordo il nome ma è carcerato al Pagliarelli, figlio di Natale De Francesco, poi c’è Sandro Mangano, Filippo Tropea, un tale Lorenzo, poi c’è Pippo Capurro”. -“Chi?”. È incredulo il pm Liliana Todaro quando il collaboratore di giustizia Vincenzo Nunnari fa proprio quel nome mentre sta stilando l’elenco degli affiliati al clan Ventura di Camaro. – “Sì e Pippo Capurro, ex consigliere comunale”, continua il collaboratore di giustizia, aggiungendo poi: “Sì, cu iddi affiliatu, cu iddu era”. Le dichiarazioni rilasciate da Nunnari ai pm Todaro e Monaco lo scorso 27 settembre presso il carcere di Bicocca di Catania nell’ambito delle fasi finali del processo di primo grado “Matassa” sono davvero scottanti: il consigliere comunale di Forza Italia subentrato recentemente a Pippo Trischitta sarebbe stato affiliato al clan Ventura.

“Una semplice riproposizione di accuse già fatte”. Si mostra abbastanza tranquillo il legale di Capurro, Nino Cacia, sottolineando che Nunnari non ha aggiunto nulla di nuovo rispetto a quanto già dichiarato in passato da Francesco Comandè: “In assenza di ulteriori elementi, – spiega Cacia – il presunto coinvolgimento al clan Ventura costituisce una mera riproposizione di accuse già fatte da Comandé per il quale è intervenuta un’ordinanza del Tdl e successivamente alla quale la procura non ha poi contestato più né l’associazione mafiosa né lo scambio elettorale politico-mafioso”. Infatti, al momento Capurro è soltanto accusato di corruzione elettorale per le amministrative del 2013.

Condividi