EleMe, la Grasso gela i presidenti di seggio: “Poco tempo per cambiare una norma voluta da Crocetta”

Mettere da parte ogni intento bellicoso ed iniziare a prendere confidenza con l’idea di dover affrontare un vero e proprio tour de force. Non sembra essere rimasto altro da fare per i presidenti di seggio, che pochi giorni fa hanno inviato una nota per chiedere all’assessorato regionale agli Enti Locali, di diluire il lavoro delle prossime elezioni amministrative in più giorni in modo tale da poter garantire anche un miglior risultato. Il seggio, infatti, sarà costituito la mattina stessa, non il pomeriggio prima come avveniva in passato, mentre lo spoglio avverrà subito dopo.

In altre parole si partirà domenica 10 giugno alle 6 del mattino per finire chissà quando, visto che oltre a sindaco e Consiglio comunale si vota anche per presidenti e  consigli circoscrizionali.  Insomma si profila una vera e propria sfacchinata che ha portato ad una rivolta a livello regionale, tanto che numerosi presidenti di seggio che operano a Catania si sono dimessi. Le richieste avanzate erano chiare, intanto un ritorno all’antico, cioè di insediare il seggio il giorno prima, tanto da sbrigare le prime faccende burocratiche e pratiche, come l’affissione dei cartelli elettorali e la conta delle schede, ma anche l’inizio dello spoglio il giorno dopo, perlomeno per tutto ciò che riguarda le Circoscrizioni.

Non avverrà nulla di tutto questo, ma non per la mancanza di volontà politica, quanto per il poco tempo a disposizione. A spiegarlo è direttamente l’assessore regionale agli Enti Locali, Bernadette Grasso: “Questa è una norma partorita dal Governo Crocetta di cui io sono stata avversaria politica – ha dichiarato – purtroppo va annullata con un’altra norma, adesso non ci sono le condizioni pratiche per poterlo fare. Io fin da subito ho chiesto delle modifiche all’iter con cui vengono gestite le elezioni, ma purtroppo non sono questioni di materia finanziaria per cui è possibile intervenire con un atto di Giunta urgente. Per questi atti ci vuole tempo, si deve esprimere la commissione parlamentare e poi cu vuole il parere dell’aula, ci siamo insediati da 5 mesi e non abbiamo avuto il tempo materiale per poter cambiare le cose. Temo che per queste elezioni amministrative le cose non potranno cambiare”.  

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