Guasto alla linea Fs, poi il treno riparte: pendolari beffati a Taormina

Oltre 400 minuti di ritardo accumulati dai primi treni del mattino, un convoglio fermo per lavori programmati alle infrastrutture tra Taormina e Fiumefreddo: l’ennesima “odissea” dei pendolari è servita. Così il treno 3865, partito da Messina Centrale alle 5.13, è stato “stoppato” alla stazione di Villagonia. Considerati i tempi di attesa è stato inviato un bus sostitutivo alla stazione di Taormina-Giardini con capienza 16/20 posti, lasciando buona parte dei pendolari a terra.

Al danno si è aggiunta la beffa, visto che molti dei pendolari in attesa dell’arrivo di un secondo pullman sono rimasti all’oscuro della ripartenza del treno 3865 che nel frattempo aveva ricevuto il disco verde.

Stupore e indignazione i sentimenti prevalenti, come ribadisce Giosuè Malaponti, presidente del Comitato pendolari: “Premesso che i guasti ai mezzi rotabili e le interruzioni alle infrastrutture ferroviarie ci possano stare, quello che non condividiamo affatto sono gli accorgimenti che l’impresa ferroviaria Trenitalia Spa, affidataria del servizio di trasporto ferroviario in Sicilia sino al 31/12/2026, e il gestore dell’infrastruttura ferroviaria Rete Ferroviaria Italiana Spa mettono a disposizione dell’utenza ferroviaria in queste criticità.

E’ inimmaginabile quanto è successo alla stazione di Taormina, nessuna ‘tempestiva’ informazione da parte di chi opera e gestisce sia il trasporto che l’infrastruttura ferroviaria. Nessun numero telefonico dove poter chiamare per avere informazioni.

Una domanda ci sorge spontanea se l’inconveniente tecnico era già in programma dalle ore 2.30 come descritto su Fsnews.it perché i bus sostitutivi non hanno funzionato così come previsto, visti gli enormi ritardi, disagi e disservizi?

Chi paga per tutto questo? Chi risarcirà i pendolari per le ore di lavoro perse e da recuperare? Questi i numeri dei disagi di oggi: 410 i minuti di ritardo accumulati dai primi 5 treni del mattino ancora in viaggio tra Messina-Catania e Siracusa e 191 sono i treno-km al momento soppressi.

Chiediamo al presidente della Regione Musumeci ed all’assessore regionale ai Trasporti Falcone – ribadisce Malaponti – di fare luce su questo enorme disagio/disservizio procurato a migliaia di utenti del trasporto ferroviario, tenuto conto che la Regione siciliana paga a Trenitalia spa 111,5 milioni di euro per il trasporto ferroviario e che anch’essa viene danneggiata da questi problemi tecnici, sempre più frequenti, alle infrastrutture ferroviarie”.

 

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