Atm, Cacciola replica ai sindacati: “Accuse strane…”

Si è messo disparte ad ascoltare le accuse lanciate dall’Orsa e della Faisa sulla gestione dell’Atm. Poi, Gaetano Cacciola, è andato via senza replicare, portandosi dietro anche qualche mugugno dei presenti che si aspettavano una risposta. Cacciola però non ha voluto replicare, rispettando lo spazio ritagliato dalle sigle sindacali. Il confronto però rimane acceso, anzi, rovente, perché le accuse lanciate dai sindacati sono di quelle che scottano, anche se il clima con alcune parti sociali ormai da anni è davvero duro. Siamo alla punta di un iceberg che affonda le proprie radici all’inizio dell’era Foti, già allora, era il 2014, l’Orsa reputò illegittima la nomina dell’ex dirigente della Gtt di Torino, arrivato alla guida dell’Atm attraverso una nomina e non per concorso, così come prevede lo statuto societario.

Cacciola però replica così alle accuse arrivate dai sindacati: “Ho partecipato alla conferenza stampa per togliermi qualche dubbio, per ascoltare e cercare di comprendere se queste contestazioni fossero tecniche e politiche. C’erano i grandi esperti del trasporto pubblico locale – ha commentato ironicamente l’assessore alla Mobilità – c’erano le organizzazioni sindacali, mi chiedo a chi politicamente possa servire tutto ciò. Sono delle posizioni strane”.

Circa l’atteggiamento intimidatorio subito da alcuni dipendenti da parte dell’azienda, Cacciola risponde: “Abbiamo già risposto, ma risponderemo ulteriormente. Se viene travalicato il comportamento consueto si gestirà in altro modo, noi quello che dovevamo dire l’abbiamo detto, l’abbiamo anche messo nero su bianco anche se chi di dovere ha fatto finta di non vederli questi documenti. Fortunatamente la percezione avuta da queste sigle sindacali non è la stessa di quella che ha la stragrande maggioranza di chi lavora all’interno dell’azienda”.

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