Stop alla violenza contro infermieri e medici, Fsi-Usae in piazza a Palermo

“Stop alla violenza”: Palermo è scesa in piazza in difesa degli operatori sanitari, infermieri e medici, aggrediti nei diversi ospedali e pronto soccorso siciliani, sostenuta dall’assessorato regionale della Salute ed organizzato dall’Ordine provinciale dei medici di Palermo, per sensibilizzare i cittadini ad un fenomeno che colpisce il rapporto di fiducia tra operatore sanitario e paziente, fenomeno purtroppo in forte aumento negli ultimi anni.

Gli ospedali del capoluogo sono stati teatro degli ultimi due gravi episodi di violenza subiti da infermieri e medici. Alla manifestazione, avvenuta in piazza Politeama, sono intervenuti l’assessore regionale della Salute Ruggero Razza, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e i rappresentanti dei tutte le professioni sanitarie. Presenti al sit-in anche il presidente della Regione, Nello Musumeci e deputati regionali.

Non ha usato giri di parole l’assessore alla SanitĂ  Razza: “Assumo l’impegno di promuovere iniziative concrete per aumentare i livelli di sicurezza nei presidi e sostengo questo importante messaggio di non violenza rivolto a tutta la comunitĂ  siciliana, affinchĂ© ognuno di noi rifletta sull’importanza del lavoro dei medici e del personale sanitario che negli ospedali offre la propria assistenza umana e professionale ad ogni malato e ne costituisce punto insostituibile di riferimento.

Accolgo e condivido questa importante iniziativa, con l’auspicio che tutti noi siciliani possiamo renderci garanti della sicurezza di medici, infermieri e operatori sanitari al lavoro per curare e salvare vite e sempre più spesso, paradossalmente, bersaglio di pericolose aggressioni”.

La Fsi-Usae Federazione sindacati indipendenti costituente della Confederazione Unione Sindacati Autonomi Europei, ha espresso solidarietĂ  agli operatori sanitari vittime di questi gravissimi episodi di violenza negli ospedali siciliani e chiede attenzione.

“Abbiamo denunciato 81 aggressioni fisiche negli ultimi sei anni, la violenza contro infermieri e medici sta destabilizzando la sanitĂ  siciliana – dichiara Calogero Coniglio, segretario regionale della Fsi-Usae –; abbiamo chiesto all’assessore Razza, al presidente della Regione Musumeci e ai deputati presenti, di intervenire sui tempi di attesa che favoriscono l’esasperazione dei cittadini, ripristinando i posti letto della regione, ridotti dai tagli della spesa sanitaria imposti dalla legge Balduzzi e dal governo Monti, di non permettere  l’accesso indiscriminato di visitatori negli ospedali dovuta ad assente o scarsa videosorveglianza, di assumere personale per colmare la grave carenza negli organici delle aziende sanitarie. Tutto ciò ha provocato ripercussioni sulla qualitĂ  dell’offerta dei servizi, che continuano ad essere fruiti grazie all’abnegazione del personale – continua Coniglio – sottoposto a stressanti condizioni di lavoro.

Non è il personale colpevole del disastro sanitario ma decenni di politica incapace di servire i cittadini. Per mettere fine a questa criminalità non sono bastate le nostre denunce a prefetture, procure e questure, le interrogazioni parlamentari presentate, le rassicurazioni, la solidarietà e le varie promesse ricevute.

Il nostro auspicio è che il testo del disegno di legge 2909 ‘Disposizioni per garantire la sicurezza, l’ordine pubblico e l’incolumitĂ  di cittadini ed operatori sanitari presso le strutture ospedaliere e i presidi ambulatoriali di guardia medica’, presentato su iniziativa di 16 senatori che hanno attenzionato le nostre denunce di aggressioni a carico del personale sanitario negli ospedali siciliani e il crescente aumento del fenomeno delle aggressioni sul territorio nazionale, diventi legge e istituisca i posti di polizia fissi negli ospedali di I e II livello”.

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