Ragioniere Generale, Csa: “Ruolo – spot incarna violazione. Tempo indeterminato è abuso potere”

“Ragioniere generale o non Ragioniere generale”. Il dilemma è emblematico rievocando ironicamente la più elevata letteratura shakespeariana, se non fosse che la tematica implica l’applicazione di una legge che non ha nulla di elevato, compreso il malcontento collettivo. Palazzo Zanca è il teatro di questo dilemma che secondo l’Amministrazione non ha motivo di esistere visto che tale figura professionale doveva essere sostituita, togliendo dai carboni ardenti il segretario generale Le Donne a cui è toccata la triplice funzione. Mettendo da parte il reclutamento dei quattro esperti a titolo gratuito in materia di beni culturali la cui attività dovrebbe esplicitarsi da qui a fine mandato, non si può omettere che il bando riguardante la posizione di Ragioniere generale a tempo determinato non può tramutarsi a tempo interminato.

“L’autorizzazione del Ministero attiene ad un’assunzione a tempo determinato e non indeterminato; qualunque violazione rappresenterebbe una fattispecie di abuso di potere. Se mai ciò dovesse avvenire, provvederò ad informare la Procura”. Ad asserirlo è il Segretario generale del Csa, Pietro Fotia, che non recrimina sul contenuto dell’ultima delibera di Fabbisogno Triennale approvata dalla Giunta, ma intima di prestare molta attenzione all’operato di questi ultimi mesi di legislatura. Lo Staff di Accorinti ha inoltrato il provvedimento al Ministero dell’Interno che non approva la durata nel tempo. Anche il candidato a Sindaco dei CinqueStelle Gaetano Sciacca, aveva biasimato la politica di effettuare assunzioni come incentivo di sponsorizzazione elettorale.

Anche il componente del Coordinamento Nazionale del Dipartimento Polizia Locale del CSA, Gaetano Giordano, Rsu uscente, insieme al collega sindacalista Carlo Abbate, si allinea al pronunciamento di Fotia.

“Il Management Accorinti non può sentirsi libera di fare a proprio modo senza rispondere alla categoria dei precari e alle normative vigenti – dicono -. La mancata stabilizzazione ha gettato nell’angoscia una settantina di colleghi, senza contare l’esercito mantenuto in regime di part time, a 18 ore la settimana, che si ripercuote nell’efficienza della Polizia Municipale. Quella di incrementare il personale nei nostri uffici non è una richiesta campata in aria quando le carenze sono davanti agli occhi di tutti, con una soluzione dietro l’angolo, cioè attutire l’insufficienza di numero con l’aumento delle ore di lavoro, uniformando tutti a 36 ore. L’Amministrazione si è presa la briga di riavviare l’iter dopo parecchio tempo ma non può preferire un’assunzione a tempo determinato, lasciando in bilico tutto il resto o andare contro il parere del Ministero versando acqua sul fuoco con il posto a tempo indeterminato”.

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