La rassegna Laudamo Show off presenta I tormenti del Signor K

Dopo il trionfale  successo ottenuto  al Roma Fringe Festival 2016 lo spettacolo dal titolo I Tormenti del Signor K, firmato dall’attore e regista messinese Daniele Gonciaruk,  arriva  finalmente nella città dello Stretto.

Di chiara ispirazione kafkiana e brechtiana e con qualche riferimento a Weiss,  il  lavoro di elaborazione drammaturgia di Daniele Gonciaruk è una favola comica carica di grottesco umorismo e critica sociale. L’opera racconta di un cittadino modello alle prese con una serie di avversitĂ  e vessazioni che la societĂ  gli impone senza che egli smetta di essere passivo e obbediente nei confronti dell’ordine sociale nel quale crede.

Il dramma, in scena alla Sala Laudamo da venerdì alle ore 21.00 (con replica sabato alla stessa ora e domenica alle ore 17.30) si apre con il risveglio, in prigione, del protagonista della storia senza ch’egli ne conosca il motivo: convinto, però, della propria innocenza paga un avvocato per farsi liberare. L’avvocato dal piglio venale, ma poco  interessato a difendere il suo assistito,   riesce a spillargli più soldi del dovuto.

Il signor K, a questo punto, cerca consolazione a casa dall’amata moglie, la quale però lo allontana addossandogli colpe inesistenti per celare i suoi adulteri.

Anche il suo datore di lavoro lo ignora, scambiandolo per un barbone. Trovatosi senza casa, nome e lavoro, rifugge nei consigli in un improvvisato amico, Wurst, che lo porta da un medico. Qui viene operato per sanare i problemi dell’uomo, ma così non sarà ovviamente. Dopo uno scontro con l’ordine locale – rappresentato da un bieco boss locale – il signor K arriva da Dio al quale, finalmente, mostra il proprio sdegno.

Il signor K è il simbolo della cieca obbedienza ai valori sociali: forte del fatto di essere un buon cittadino è certo di riconoscersi in un certo modo. Quando questo non accade, gli strumenti che utilizza per uscire fuori dalle situazioni nelle quali viene a trovarsi non bastano. Sarà solo dopo l’incontro con Dio che cambierà il suo modo di vedere ciò che lo circonda.

A dare vita a questa pièce dal profondo contenuto esistenziale sarà il messinese Gateano Citto, già allievo di Gonciaruk, il quale sarà  in scena con ben otto personaggi, ognuno con una caratterizzazione ben specifica.

Lo spettacolo ricco di musica e intermezzi canori si avvale ancora del messinese Gerri Cucinotta nel ruolo di Brandy, l’alcolizzato Clochard e di 4 allievi della Scuola Sociale di Teatro diretta dall’attore e regista messinese, nell’ordine: Marco Dell’Acqua, Simone Le Donne, Kevin Finocchiaro e Matteo Quinci, nel ruolo di “angeli”. La fonica dello spettacolo è curata da Nicola Bombaci mentre le luci sono affidate al maestro Renzo Di Chio. Elaborazioni musicali di Claudio Palana; assistente alla regia Rosalba Orlando.

Ancora una volta tutte le diverse sfumature della vita corrono sulle assi di un palcoscenico regalando al pubblico intense emozioni dalle quali  lasciarsi attraversare.

 

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