Trischitta ammaina la bandiera: "Niente Gruppo Misto, mi dimetto da consigliere"

Dopo aver lasciato Forza Italia, Giuseppe Trischitta concede il bis e si dimette da consigliere comunale. Una decisione figlia di una riflessione arrivata questa notte, annunciata in una conferenza stampa lampo, organizzata in fretta e furia all’interno della stanza del gruppo azzurro. Un addio che ha avuto un contorno scenico, perché Trischitta si porta casa alcuni oggetti personali presenti all’interno della stanza, tra cui la bandiera del Popolo della Libertà dov’è ancora ben presente la scritta “Berlusconi Presidente”.

Pippo Trischitta oggi in conferenza stampa

Una scelta che Trischitta commenta così: “Lasciando il gruppo di Forza Italia avrei dovuto aderire al Gruppo Misto, ma questo per me è inaccettabile. Voglio finire la mia esperienza nel gruppo dove sono stato eletto. A farmi sciogliere le riserve ci ha pensato anche la notizia della cena tra Bramanti e Genovese con alcuni miei colleghi consiglieri, tra loro c’è anche chi pochi mesi fa mi garantì il proprio sostegno identificandomi come l’unico candidato possibile del centrodestra. Colleghi adesso folgorati dal fascino di Genovese, vorrei capire il perché di tutto questo precipitarsi in via I Settembre per chiedere una candidatura, tutto questo è un mistero. Io però non cambio casacca”.

Scalda i motori Pippo Capurro, primo dei non eletti nella lista di Forza Italia e presente sabato nel giorno della presentazione di Dino Bramanti come candidato sindaco.

I prossimi tre mesi saranno comunque importanti, in programma ci sono votazioni pesanti come quella per il Previsionale 2018: “Io ho mantenuto una certa coerenza – ha detto Trischitta – sono sempre stato contrario all’idea del dissesto, c’è anche chi mi ha criticato per questo accusandomi di essere dalla parte di Accorinti. Io ho agito con grande rispetto verso i miei elettori”.

Poi l’ennesimo affondo verso Bramanti: “Oltre all’ineleggibilità credo che ci sia un problema di inconferibilità, cioè l’impossibilità temporanea di svolgere il proprio ruolo di sindaco. Questo riguarderebbe anche Gaetano Sciacca. Ho mandato comunicazione all’anticorruzione, credo che se ci dovesse essere la risposta in tempo utile dubito che Bramanti continui ad essere il candidato di un centrodestra che potrebbe virare su Emilio Fragale. Formica? A Messina sono stato l’unico a farlo votare, alle ultime regionali tutti appoggiavano Luigi Genovese o Nino Germanà, mi dispiace che sin qui non mi abbia fatto neanche una telefonata”.

Antonio Macauda

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