I consiglieri ci sono, Accorinti no: niente sconto sulla Tari

Anche se si sarebbe trattato di uno sconto minimo sulla bolletta della tari, circa 10 euro a famiglia, sarebbe stato comunque un segnale positivo verso la città. Ed invece i messinesi con le stesse tariffe Tari del 2017, il danno oltre la beffa per che riguarda la tassa ritenuta la più antipatica quanto esosa, soprattutto se si fa il raffronto con il servizio offerto in una città costantemente sporca. E dire che il Consiglio Comunale, seppur a denti stretti, aveva risposto presente alla chiamata dell’amministrazione che aveva convocato una seduta straordinaria e urgente per il sabato di Pasqua. L’obiettivo era quello di approvare le tariffe Tari per il 2018, che prevedevano un leggero sconto rispetto allo scorso anno. Una corsa contro il tempo visto che l’atto andava votato entro la mezzanotte del 31 marzo.

I consiglieri la loro buona volontà ce l’hanno messa tutta, certo i rimbrotti per l’ennesima delibera presentata a poche ore dalla scadenza erano il minimo, ma il numero legale di 21 presenti è stato mantenuto fino alle 22,30 inoltrate, poi quando si è capito che non si poteva fare più nulla si è sciolta la seduta. Ma si sa, per fare certe cose bisogna essere in due e infatti a mancare era la controparte, ovvero l’amministrazione. Ad essere necessaria era la presenza del sindaco, Renato Accorinti, che in qualità di proponente della delibera la doveva illustrare all’aula ma a quanto pare il primo cittadino si trovava dalle parti di Ganzirri per un incontro elettorale.

Dispersi anche il direttore generale, Antonio Le Donne e il collegio dei revisori, presenze fondamentali per l’interpretazione giuridica e finanziaria degli emendamenti, che non sono stati neanche discussi. A sorbirsi gli improperi e le giustificate lamentele dei consiglieri c’era solo l’assessore, Daniele Ialacqua, che giuridicamente e politicamente poteva fare ben poco. Un atteggiamento di disinteresse che conferma il clima da “liberi tutti” che ormai si respira da parecchi giorni a Palazzo Zanca, peccato però che per l’amministrazione Accorinti i compiti da svolgere non siano finiti. “Quanto accaduto questa sera è semplicemente vergognoso – ha dichiarato il capogruppo di felice per Messina, Giuseppe Santalco – ormai l’amministrazione comunale è in piena campagna elettorale ma i compiti non sono finiti. Quanto accaduto questa sera non può passare inosservato, il Consiglio Comunale c’era, ha risposto con grande senso di responsabilità anche alla vigilia di Pasqua e il sindaco invece è in giro a farsi campagna elettorale”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Antonella Russo (Pd): “Il tanto vituperato Consiglio Comunale era pronto a  fare il suo dovere, nonostante per l’ennesima volta gli sia stato presentato un atto a poche ore dalla scadenza della votazione. Una seduta a vuoto, 21 consiglieri in attesa di un’amministrazione assente perché a caccia di voti, assurdo”.

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