Trischitta lascia Forza Italia: “Tutti ai piedi di Genovese, deluso dal centrodestra”

La notizia era nell’aria già da tempo, anzi a dire il vero, ormai da diverso tempo Pippo Trischitta ha vissuto all’interno di Forza Italia da separato in casa. Lui ha sempre rivendicato la sua appartenenza e la sua storia da uomo di destra, che rimane fermo sulle proprie posizioni nella buona o nella cattiva sorte. Ma il partito è molto cambiato rispetto al 2013, quando Trischitta è tornato tra gli scranni del Consiglio Comunale con il grado di capogruppo. La classica goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la candidatura di Dino Bramanti come sindaco, nome a cui Trischitta si è opposto tanto da non fermare la propria corsa verso le amministrative come primo cittadino e la susseguente nascita di Messina Splendida.

Trischitta dunque lascia Forza Italia e lo fa in aperta contestazione con i massimi rappresentanti del partito: “E’ una decisione ovvia e scontata, soprattutto dopo il mandato dato a Francantonio Genovese, a suo figlio Luigi e a Bramanti di comporre le liste del partito. Tutto questo nonostante non ci sia stata alcuna richiesta da parte del direttivo nazionale o dal mio gruppo, anzi i colleghi Crifò e Parisi mi ha sempre identificato come il capogruppo migliore che potessero avere. Io ho sempre sostenuto che la mia contrarietà all’ingresso di Genovese all’interno di Forza Italia, molti leader nazionali mi hanno garantito che la sua presenza sarebbe stata solo momentanea ed invece gli hanno messo in mano un partito tanto da gestire le liste in vista delle prossime elezioni comunali, si è calato un vero e proprio poker d’assi per mettere le mani sulla città”.

Trischitta riserva un pesante attacco all’intero mondo del centrodestra: “Sia all’interno di Forza Italia che di tutto l’ambito del centrodestra tutto questo è stato accettato nel più totale silenzio, Bramanti senza Genovese non è nessuno e non avrebbe alcuna speranza elettorale. Le liste saranno piene zeppe di persone vogliose di salire sul carro del presunto vincitore, la cosa incredibile che nessun partito si sia posto il problema di questo eccessivo potere dato a Genovese nel centrodestra, anzi tutti vanno a fare anticamera nella sua segreteria politica. Trovo sconvolgente che a porre il veto sulla candidatura di Franco Rinaldi alle elezioni politiche sia stata Giorgia Meloni e non qualcuno all’interno di Forza Italia”.

Trischitta affonda il colpo: “Mi sento deluso da Berlusconi, che ha accettato l’ingresso di Genovese che è stato segretario del Pd. Ma trovo ancora più vergognoso il ritorno di Nino Germanà, che dopo aver appoggiato, anche con assessori in quota Ncd, il Governo Crocetta alla Regione e il Governo Renzi torna in Forza Italia accolto come il figliol prodigo e gli permettono di essere eletto a Roma”. Durante la conferenza stampa, Trischitta ha presentato Ranieri Wanderling, suo assessore designato: “E’ una persona di altissimo spessore, un artista e scultore riconosciuto anche a livello nazionale, esperto nel settore dell’intercettazione dei finanziamenti europei”.

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