Debiti Palazzo Zanca, il “cruccio” è di 87 mln di euro. Cuzzola: Piano a 10 o 20 li spalma in 30 anni

Dal punto di vista dell’analista finanziario, ci sono i numeri per poter rinunciare al Piano di riequilibrio a 10 anni. “E’ da pazzi rinunciarci com’è da idioti rinunciare a quello a 20 anni”. L’ottica dell’esperto di finanza pubblica (oltre che assessore al Bilancio), Enzo Cuzzola è questa senza se e senza ma. La somma di 87 milioni di euro fuori bilancio può essere spalmata in trent’anni e lo decreta la legge. Dopo la mancata approvazione del Piano di Riequilibrio a vent’anni, l’assessore resta nella sua condizione di ottimismo e afferma che, Messina può far tramontare la procedura del Riequilibrio.

La massa passiva attualizzata è di complessivi 340 milioni, contro i 425 dell’ultima rimodulazione. L’aggiornamento stila una “top tre” delle cifre debitorie più consistenti mettendo in cima gli oltre 87 milioni fuori bilancio, seguono i quasi 78 milioni dettati come debiti eventuali e i quasi 41 milioni calcolati per provvedimenti giudiziari per cui il Comune ha presentato ricorso. Nel dettaglio la ripartizione è: 1) Fondo Rischi Straordinari € 21.408.942,00; 2) DEBITI FUORI BILANCIO € 87.183.218,49; 3) DEBITI FUORI BILANCIO CON PROVVEDIMENTI GIUDIZIARI IMPUGNATI/OPPOSIZIONE € 40.727.983,22; 4) DEBITI fuori Bilancio potenziali € 77.960.300,46; 5) DEBITI MessinAmbiente € 30.000.000,00; 6) DEBITI AZIENDA TRASPORTI – Disavanzi di Gestione € 32.435.044,92; 7) DEBITI potenziali derivati € 9.873.088,23; 8) RESTITUZIONE FONDO EX D.L.174 €11.545.395,89; 9) DISAVANZO RIACCERTAMENTO STRAORDINARIO € 28.938.783,33 per un TOTALE di € 340.072.756,54

Ora, tutte le voci della tabella, tranne la 2 per i debiti fuori bilancio, trovano copertura negli attuali e prospettici equilibri di bilancio. La voce 2, invece, cioè i debiti fuori bilancio, per 87 milioni, trova, nelle nostre previsioni, copertura dal fondo di rotazione, che sarà erogato dal Mininterno non appena approvato il piano. Ora, se si uscisse dal piano, bisognerebbe trovare, solo, il modo di rateizzare gli 87 milioni con i creditori, ma sarebbero comunque ulteriori lacrime e sangue per la città. Ecco perché è preferibile continuare il percorso del riequilibrio. Non solo, se il riequilibrio fosse (non è ancora detto che non ce la facciamo) spalmato in venti anni, avremmo la possibilità di comunque saldare anche i debiti fuori bilancio, senza inginocchiare ulteriormente l’asfittica economia locale, a vista (approvazione piano) e di “investire” in ulteriore spesa corrente circa 15 milioni di euro anno.

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