Verso le amministrative, Trischitta si presenta: "La mia coerenza unica risposta a questo finto centrodestra"

Giuseppe Trischitta rompe gli indugi e lo fa a modo suo, senza peli sulla lingua attaccando a testa bassa quel centrodestra che da casa politica, è diventato oggetto sconosciuto per non dire avverso. Messina Splendida, così si chiamerà la lista che supporterà il capogruppo di Forza Italia in questa sua avventura per la carica di primo cittadino, con l’intento di portare in Consiglio Comunale anche dei volti nuovi provenienti dalla società civile.

In occasione dell’evento del Palacultura, Trischitta ne ha per tutti, esponenti di Forza Italia e del centrodestra, amministrazione Accorinti e futuri competitors elettorali. La prima polpetta avvelenata è verso l’entourage di Forza Italia, in modo particolare verso il duo Germanà-Genovese: “Fin dalla mia primissima candidatura nel 1980, ho sempre cercato di fare dell’onestà intellettuale e della coerenza politica dei punti fermi, purtroppo chi governa Forza Italia non ha dignità. Perché non è dignitoso accettare il rientro di Germanà dopo i suoi trascorsi con Alfano a sostegno del Governo Crocetta, ricorso che Ncd faceva parte di quella Giunta grazie all’assessore Vermiglio. Poi non appena si è capito che il vento stava cambiando e c’era il rischio di perdere la poltrona Germanà è tornato all’ovile e come premio gli hanno garantito un posto privilegiato per essere rieletto alla Camera. La verità è che tutti quanti si erano fatti le tabelle e i programmi su dove si potesse vincere alle scorse Politiche, ma il popolo li ha bocciati e li ha spazzati via. Con questa logica si sta portando avanti la candidatura di Dino Bramanti come sindaco del centrodestra, frutto di un accordo che prevede anche Elvira Amata, eletta in Consiglio Comunale con i Dr di Beppe Picciolo e poi passata magicamente in Fratelli d’Italia, io da uomo di destra non posso accettare tutto questo. Ai miei colleghi consiglieri non posso fare altro che dire di vergognarsi, quando si fanno imporre la linea politica da un ragazzino di vent’anni come Luigi Genovese, qui ribadisco che i voti che appartengono a tutto questo apparato io non li voglio”.

Le stoccate di Trischitta non sono finite qui, anzi, non risparmiano neanche il Governato Musumeci: “Ormai sono tutti alla corte di Genovese, persino Attaguile e Naro hanno tenuto delle riunioni con lui. Musumeci mi ha profondamente deluso, sta accettando tutto questo e #diventeràbellissima è complice, quando fu annunciata la candidatura di Luigi Genovese lui disse di non conoscerlo, ora non può fare finta di niente perché alla creazione delle liste sta partecipando anche lui. Così come mi ha deluso Salvo Pogliese, adesso non mi risponde più al telefono, gli interessava solo la candidatura come sindaco di Catania”.

Poi è il momento di concentrarsi sulle elezioni amministrative del 10 giugno, così i bersagli diventano Renato Accorinti e soprattutto Cateno De Luca: “Non posso accettare che un deputato regionale, che viene da Fiumedinisi e che voleva diventare sindaco di Taormina venga a fare la morale su cosa serve o non serve a questa città, magari facendo proposte assurde come quelle di spostare il Comune chissà dove e a Palazzo Zanca fare un centro di accoglienza per turisti. E’ vero da sindaco ha ottenuti buoni risultati, ma ha sempre amministrato Comuni più piccoli anche di condomini da me gestiti. Accorinti ha tradito una città, ha tradito una certa sinistra che lo ha appoggiato ed anche quei cittadini non ideologizzati che vedevano in lui una speranza. E’ scomparso da Messina, va solo in giro per l’Italia e per il mondo a parlare di pace e a dipingere questa città come il paese della massoneria e del malaffare”.

Tra un attacco e l’altro girano anche i video, in cui Trischitta racconta delle sue origini in quel di Contesse, fino al suo impegno in politica: “Questa città può risollevarsi con tante piccole e semplici idee che presenteremo nel corso delle prossime settimane, certamente nel mio programma non ci sarà la manutenzione delle strade o la cura del verde, quella è normale amministrazione che qualunque sindaco deve realizzare”.

Antonio Macauda

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