Terremoto politico e maggioranza in alto mare, chi dialogherà con i "grillini"?

L’Italia ha deciso. Mancano ormai pochi, pochissimi seggi da scrutare, ma il risultato finale sembrerebbe essere consolidato: nessuno dei tre poli è prevalso nettamente sugli altri, le grandi coalizioni anche per questa legislatura (la diciottesima) sembrerebbero essere inevitabili. Tornano dunque i cosiddetti “inciuci”, la politica frutto del compromesso tra due o più parti. Ma quali possono essere gli scenari possibili al riguardo? Prima di addentrarci in analisi e speculazioni politiche, partiamo da un qualcosa di inopinabile: i dati, le percentuali attribuite alle grandi formazioni politiche da parte dei diversi elettori.

Centro-sinistra. Grande débâcle per la coalizione a trazione renziana, che ha ottenuto un amaro 23 percento circa. In particolare, è evidente la disfatta del PD, che porta in casa il peggior risultato storico, ottenendo il 19 percento circa.

Centro-destra. Col suo 37 percento circa risulta essere la prima coalizione del paese, pur non raggiungendo il famigerato 40 percento che le avrebbe consentito, a determinate condizioni, di poter governare. Vale la pena spendere due parole sui mutati rapporti di forza in seno al centro-destra: per la prima volta i moderati di Forza Italia vengono sorpassati dagli estremisti della Lega, facendo virare la coalizione più a destra rispetto a un tempo. In particolare, si parla del 14 percento circa per il partito a trazione berlusconiana rispetto al quasi 18 percento per quello a trazione salviniana; Fratelli d’Italia si attesta con lo stabile risultato del 4,5 percento circa.

Movimento 5 Stelle. Probabilmente vero vincitore della competizione elettorale, dato che senza alcun apparentamento ha ottenuto un incredibile 32 percento, quasi quanto ottenuto dal centro-destra unito.

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E ora? Dicevamo che le grandi coalizioni sembrerebbero essere inevitabili. In particolare, pilastro di questa nuova legislatura sarà il Movimento 5 Stelle, il quale di fatto è divenuto il principale interlocutore per la formazione di un qualsiasi nuovo governo. Al riguardo, gli scenari fattibili sono sostanzialmente due:

Un governo M5S-Lega-FdI. Quello che fino a qualche anno fa sembrava essere solo fantapolitica oggi sembrerebbe essere il risultato politicamente più plausibile. È indubbio, come abbiamo visto in precedenza, che in questa nuova legislatura ad uscirne rafforzati sono stati soprattutto il Movimento 5 Stelle e la Lega (alla quale potremmo aggiungere, date le forti affinità politiche, anche FdI), i quali sembrerebbero poter convergere su determinati temi, quali quelli relativi all’euroscetticismo e alla migrazione.

AGGIORNAMENTO: Salvini sembrerebbe non essere disposto a rinunciare ad essere il futuro primo ministro di una coalizione di centro-destra. Infatti, il leader del Carroccio ha dichiarato: “Il governo tocca a noi di centrodestra. La Lega ha vinto all’interno della coalizione e rimarrà alla guida del centrodestra. Non ho sentito Berlusconi ma gli accordi tra amici sono chiari e si mantengono”.

Un governo M5S-PD. Ipotesi meno plausibile – ma non impossibile – è quella che vede M5S e PD (e il centro-sinistra in generale) concordare un programma politico in comune, dato che anche in questo caso sembrerebbe esservi una convergenza su alcuni temi tra le due formazioni politiche, quali quelli relativi all’ambientalismo e al sostegno delle classi sociali più deboli. Dicevamo ipotesi meno plausibile perché, secondo alcune indiscrezioni riportate dal “Corriere della Sera”, l’attuale segretario (ancora per poco, molto probabilmente) del Partito Democratico avrebbe borbottato che “manco morto” andrebbe a formare un governo con i 5 Stelle, aggiungendo poi che “noi andiamo all’opposizione e basta”. Tuttavia, mai dire mai: la Germania in tal senso ne è un chiaro esempio. In barba alle dichiarazioni fatte in precedenza dai vari leader politici, dopo il naufragio della cosiddetta coalizione Giamaica tra Cdu-Csu, liberali e verdi, alla fine proprio nella giornata di ieri la base dell’Spd ha dato il via libera per una nuova grosse Koalition con la Merkel.

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Menomale che Mattarella c’è. Congetture a parte, alla fine spetterà al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella prendere in mano quella che si presenta essere una patata bollente. Sarà infatti lui chiamato in definitiva a scegliere il prossimo primo ministro, intorno al quale far convergere la maggioranza del rinnovato Parlamento per poter governare. Ma questo è un altro discorso, non ci resta che attendere, fermo restando che non è poi così improbabile che si possa tornare alle urne se non si riuscisse a trovare una maggioranza solida…

Paolo Mustica

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