Accorinti e co. "recidivi", la Corte dei Conti li ha bocciati altre volte

Chiamatela pure sfortuna o coincidenza, ma i rapporti tra questa amministrazione e la Corte dei Conti non sono mai stati idilliaci. Anzi, è già capitato in passato che l’organo contabile inviasse al Comune documenti dal contenuto piuttosto netto e pesante, che bocciavano nettamente le politiche economiche dell’amministrazione, annientando così ogni spiraglio di ripresa.

Così toccava all’assessore di turno gettare acqua sul fuoco, spiegando come  la Corte dei Conti abbia commentato uno scenario passato rispetto a quello presente decisamente più roseo. Esattamente ciò che è accaduto adesso, perché con la relazione pubblicata il 28 dicembre scorso, la Corte dei Conti ha riscontrato pericolose crepe nel bilancio Consuntivo 2015, nel Previsionale 2016-18, ma soprattutto ha mostrato parecchi dubbi su un Piano di Riequilibrio di cui ancora si aspetta il parere definitivo del Ministero, ma anche sulla sostenibilità del piano concordatario di Messinambiente.

Parole che fanno più male di una coltellata e che colpiscono i pilastri delle politiche economiche della Giunta Accorinti. Cuzzola dal canto suo ha vestito i panni del pompiere, per l’assessore la Corte dei Conti si è espressa su documenti passati che non rispecchiano una più rosea situazione attuale. Peccato, però, che a sentire i suoi predecessori in questa situazione “rosea” il Comune si troverebbe già da tempo.

E dire che già a fine giugno 2015, l’ex assessore al Bilancio, Guido Signorino, salutò trionfalmente l’approvazione in Giunta del Consuntivo 2014, “Tornano in attivo dopo tre anni consecutivi di ”rosso”  i conti del Comune. Da -3,3 milioni nel 2011, -2,4 milioni nel 2012, -2 milioni nel 2013, il bilancio passa a un saldo attivo per + di 9,9 milioni nel 2014 di avanzo ”libero”.

Lo stesso assessore chiarirà che quei conti non tenevano conto del peso (davvero notevole) delle società partecipate. Anche il sindaco parlò di quel documento contabile come della “cerniera tra passato e futuro”, visto che documentava il primo vero anno di amministrazione dal basso.  Ma come una doccia fredda ecco che l’1 aprile 2016 la Corte dei Conti, sempre lei, decide di tirare davvero un brutto scherzo all’amministrazione. Da Palermo giunge un documento che non solo boccia il Consuntivo 2014, ma parla anche di crisi cronica ed irreversibile del Comune.

Una doccia gelata che non altera il self control dall’amministrazione, visto che per lo stesso Signorino e il Segretario Generale, Antonio Le Donne, quella scattata dalla Corte dei Conti non è nient’altro che “una fotografia ingiallita del passato, perché adesso la situazione è diversa”.

2 aprile 2016. A giudicare l’ennesima mazzata arrivata da Palermo questo cambio di marcia non sembra esserci stato, Cuzzola dice che la Corte dei Conti parla di situazioni pregresse che non rispecchiano l’attuale situazione dell’ente, peccato però che almeno a parole il Comune sarebbe dovuto uscire dalle sabbie mobili almeno da due anni. In questo tempo invece si è continuato a giocare col fuoco, approvando atti finanziari per il rotto della cuffia per poi andare a sbattere inesorabilmente contro i pareri dell’organo tecnico competente, la Corte dei Conti.

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