Presentato "I nemici del Cavaliere", il libro di Davide Gambale

Paolo Mustica

Presentato "I nemici del Cavaliere", il libro di Davide Gambale

sabato 30 Dicembre 2017 - 09:00
Presentato "I nemici del Cavaliere", il libro di Davide Gambale

Tanto è stato scritto su di lui. Pile di saggi nelle librerie e caterve di faldoni nei tribunali lo hanno interessato. Ma nonostante tutto l’interesse nei suoi confronti non è mai scemato nel corso di questi 23 anni. Indipendentemente dall’andamento altalenante della sua parabola politica, Berlusconi ha suscitato sempre l’attenzione di molti, specie quando si è trattato di attaccarlo. Un vero e proprio fenomeno politico-culturale quello dell’antiberlusconismo, che ha messo in moto a più riprese una rete politico-mediatico-giudiziaria e che è stato trattato con un approccio quasi scientifico ne “I nemici del Cavaliere”, il libro di Davide Gambale, direttore editoriale di Messinaoggi.it che ha ripercorso le principali tappe storiche dell’antiberlusconismo.

Il volume è stato presentato ieri, presso il Salone degli specchi dell’ex Provincia regionale di Messina. Oltre Gambale, hanno preso parte all’incontro, che è stato moderato da Rosaria Brancato, direttore responsabile di Tempostretto.it, il professor Dario Caroniti, il quale ha curato la presentazione del libro, e Armando Siciliano, fondatore dell’omonima casa editrice che si è occupata della pubblicazione del volume.

Brancato è stata la prima a prendere la parola, dando così avvio ai lavori: “Ringrazio Davide per avermi voluto qui questo pomeriggio – ha affermato – pur conoscendo le mie posizioni antiberlusconiane. In fondo qualsiasi persona con onestà intellettuale e con un minimo di obiettività dovrebbe porsi qualche interrogativo in riferimento alla problematica sollevata ed affrontata in questo libro”.

Dopodiché è stato il turno di Caroniti, il quale ha affermato: “Va messo in evidenza che non si tratta di un testo pro-Berlusconi, in quanto il fenomeno analizzato all’interno del volume viene trattato con un approccio quasi scientifico, possiamo dire non lontano da quello adottato da uno storico. Diversamente da quello che si potrebbe pensare, l’antiberlusconismo qui analizzato non trova origine in un qualche esponente della sinistra. Infatti, a dare avvio a questa corrente di pensiero è stato Indro Montanelli (fondatore ed ex direttore de il Giornale, le cui quote iniziarono a essere rilevate da Berlusconi a partire dal 1977, ndr), il quale è stato il primo ad attaccare Berlusconi dopo aver deciso di abbandonare nel 1994 il quotidiano da lui fondato.

All’interno del volume vengono mostrate diverse infondatezze relative alla figura di Berlusconi. Da quella di Roberto Saviano, il quale affermò che Berlusconi sarebbe stato letteralmente un pericolo per la democrazia, mentre possiamo tranquillamente constatare che a distanza di oltre vent’anni la democrazia è rimasta in piedi; a quella di Noberto Bobbio, il quale sosteneva che mettere il proprio nome nel simbolo del partito era un chiaro segno di autoritarismo. Se così fosse dovremmo concludere che anche Pietro Grasso sia l’esponente di una forza politica autoritaria, dato che la coalizione Liberi e Uguali avrà nel proprio simbolo proprio il nome dell’attuale Presidente del Senato. Evidentemente Bobbio si sbagliava, al riguardo più che di personalizzazione dovremmo parlare della responsabilizzazione di chi deve andare a governare.

Inoltre, l’antiberlusconismo ha dato vita a una letteratura immensa che nel corso degli anni ha fatto la ricchezza di diversi autori, ma non solo. A trarne vantaggio sono stati anche diversi attori politici, quali la sinistra italiana, che ha spesso trovato in tale fenomeno un collante, e il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, che all’antiberlusconismo ha aggiunto l’antirenzismo per cercare un maggiore consenso”.

Dopo Caroniti ha preso la parola l’editore Siciliano: “Non provo particolari simpatie per Berlusconi, – ha affermato – ma come editore ho sempre pensato che la parola vada data a tutti, purché si scriva in modo preciso e ben documentato, proprio come avviene nel caso del libro di Davide Gambale. Da qui la decisione di pubblicare questo volume, indipendentemente dalle posizioni politiche”.

Infine, è stato il turno di Davide Gambale, il quale si è soffermato su un aspetto affrontato nel volume che ancora non era stato particolarmente approfondito, ovvero quello relativo alla magistratura politicizzata: “Premetto che oggi si tende a generalizzare quando si parla del partito dei magistrati, e non è quello che voglio fare perché in realtà ci sono magistrati che svolgono onestamente il loro lavoro. Tuttavia, non possiamo accettare che l’esito elettorale possa essere condizionato da fughe di notizie dalle procure.

In tal senso, la democrazia è in forte pericolo, senza considerare il fatto che spesso il sistema mediale fa da cassa di risonanza a tutto questo, distruggendo politicamente e umanamente un uomo, senza che questo sia stato ancora giudicato in via definitiva. Facendo un parallelo con le Brigate Rosse, considero questi giornalisti appartenenti alle Brigate Bianche, poiché “uccidono” con la penna. Tornando all’aspetto del condizionamento degli esiti elettorali, se ad esempio il caso De Luca fosse esploso prima delle elezioni probabilmente avremmo avuto oggi un governo diverso”. 

Dopo la presentazione si è tenuto un piccolo rinfresco, con il quale Gambale ha voluto ringraziare i presenti e brindare all’anno nuovo.