Case gialle al buio per scelta dell’Amministrazione, Gioveni: ‘Pronto ad andare dalla Corte dei Conti’

Qual è il confine che separa un’area pubblica da quella privata? Seppur delle volte tale linea di demarcazione potrebbe essere semplice da individuare, in altri casi non lo è. Proprio come nel caso delle Case gialle di Bordonaro, dove da tre anni a questa parte il rione è completamente al buio in quanto l’Amministrazione ha chiuso i rubinetti per i finanziamenti della pubblica illuminazione in quanto i relativi impianti ricadono su un suolo di proprietĂ  privata.

Così non la pensa il consigliere comunale Libero Gioveni che, in occasione della Commissione lavori pubblici durante la quale si è discusso proprio del caso in questione, ha citato la sentenza 728/2012 del Consiglio di Stato, secondo la quale: “AffinchĂ© un’area privata possa ritenersi pubblica è necessario che l’uso avvenga ad opera di una collettivitĂ  indeterminata di persone e per soddisfare un pubblico generale interesse”.

Ma quale sarebbe il nesso tra le Case gialle e il pubblico interesse? Al riguardo, Gioveni afferma: “Non si può non pensare di trovare una soluzione date le note caratteristiche del popoloso rione in cui vi è un elevato disagio sociale e dove sono stati numerosi in passato gli episodi di microcriminalitĂ  che col buio rischiano di aumentare esponenzialmente! Si tratta nella fattispecie di pubblica sicurezza e di ordine pubblico!“.

“E’ un tema delicatissimo che sarĂ  riaffrontato in Commissione con i vertici dell’IACP e con l’assessore ai lavori pubblici, ma nel frattempo – conclude Gioveni – sto seriamente valutando l’ipotesi di investire la Corte dei Conti, perchĂ© a questo punto valuti chi negli ultimi 35 anni ha sbagliato ad attivare la pubblica illuminazione con soldi pubblici, senza considerare il fatto (certamente contraddittorio) che in quelle aree Palazzo Zanca continua ad eseguire interventi di manutenzione stradale o, la stessa Amam, ad eseguire interventi di manutenzione fognaria”.

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