“La transumanza: storia di un gregge in cerca d’autore”. Sanò sul piede di guerra con chi cambia geografia politica

“Qualcuno potrebbe pensare di assistere ad una opera di Pirandello, teatro nel teatro, ma non è così. Gli spettatori, purtroppo, non si trovano né in platea né in galleria, bensì tra le vie della nostra drammatica città. La transumanza di consiglieri, presidenti, deputati sembra non fare più notizia, l’indignazione ha presto lasciato il posto all’ordinarietà. I cittadini, che per molti rimangono solo elettori, devono comprendere fino in fondo cosa comporti un passaggio da una coalizione ad un’altra. Così, il consigliere della VI Circoscrizione, Giuseppe Sanò, qualifica quello che sta succedendo all’interno del proprio Consiglio da un po’ di tempo a questa parte, modificando irrimediabilmente la geografia delle decisioni e degli equilibri partitici con ripercussioni sul territorio. La goccia che ha fatto traboccare il vaso per Sanò è stata la mancata possibilità di proporre degli eventi natalizi in maniera trasversale con i fondi aggiuntivi messi a disposizione dall’assessorato alla Cultura, solo perché nella precedente seduta di consiglio di Quartiere il presidente Laganà ha chiuso i lavori per fare decadere il voto favorevole, in mancanza dei componenti che avrebbero bocciato la delibera.

“Gli abitanti devono avere ben chiaro chi siano i candidati che abitualmente svolazzano da destra a sinistra e viceversa – si sfoga il consigliere di Sicliia Futura -, perché non è solo una questione etica: il loro squalificante comportamento si riverbera sull’Amministrazione del territorio. Infatti, non è solo il politico che presta fede al proprio ideale, sposato anche dagli elettori, ad essere tradito, ma anche i cittadini che hanno delegato il transumante. Il discorso non può essere liquidato con un laconico: questa è la politica, è il gioco delle parti, si vince e si perde, perché improvvisamente la lampadina fulminata sotto casa della signora Peppina avrà la precedenza su quella della signora Filippa, le delibere saranno camaleontiche e non più condivisibili. Agli spettatori di quest’opera drammatica non importano gli interessi personali che guidano i greggi e neanche quali siano le promesse del capocomico, chi paga per vedere uno spettacolo di cui conosce già la trama non vuole vedere colpi di scena e cambi di finale. Se lo spettacolo dura 5 anni, che si abbia almeno la compiacenza di calcare il palcoscenico recitando le battute scritte dagli autori e per le quali si è stati scritturati, altrimenti è auspicabile che il pubblico sostituisca gli applausi con fischi”.

Redazione1

Published by
Redazione1