Ministro Orlando: Pd si misura con progettualità in Sicilia. Altri navigano a vista o si basano sull’antico blindato

L’avvento dei politici nazionali in Sicilia ha entusiasmato gli addetti ai lavori e tutto l’esercito dei candidati per le regionali della prima domenica di novembre ma d’altra parte ha già stancato chi ha scelto di non presentarsi alle urne e rappresenta una vasta fetta degli isolani. Ognuno con il suo candidato preferito o con la lista da sbandierare perché lo rispecchia al Governo capitolino. Oggi il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha fatto capolino al PalaAntonello per promuovere il candidato all’Ars Emanuele Giglia e per propinare tattiche di lungimiranza ovvero pensare al voto del 5 novembre, in funzione delle Politiche di marzo. Ma intanto la disamina degli avversari è d’obbligo per chi “bazzica dalle parti della Trinacria” in periodo di competizione all’ultima scheda.

“Mentre il Partito Democratico propone un personaggio dotato di preparazione e libertĂ  culturale alla guida della Regione e che porta con sĂ© l’arguzia di parlare di progettualitĂ  per il territorio – affonda il colpo Orlando -, gli altri si sbilanciano in temi che sanno di improvvisazione e che fanno perdere addirittura il controllo della ragione come i Grillini oppure si sentono in una botte di ferro indossando la corazza degli antichi schieramenti e leader politici sotto il logo di Musumeci”.

Pensare al futuro del Paese in una tempistica che è doverosa per raccogliere consensi in cinque mesi fa onore ma bisogna anche sottolineare che il segretario del Pd Matteo Renzi si è dato a questa tornata elettorale solo con una visita molto celere a Catania, giusto per non essere da meno dei ministri. Il partito che fa capo a Renzi potrebbe da un lato uscire con le ossa rotte se gli astensionisti scegliessero di votare Fava presidente o di contro i Cinquestelle. Dall’altro, chi dovesse credere nell’impresentabilità delle liste di Musumeci potrebbe regalare una marcia in più ai Pentastellati ma non favorirebbe il Pd.

Ad accogliere il Guardiasigilli anche il deputato regionale Filippo Panarello e il commissario straordinario della Città Metropolitana Francesco Calanna. 

Di contro, Orlando reputa il proprio schieramento pronto ad una rimonta siciliana, al di là dei sondaggi avversi, il Centrosinistra. “Il Movimento 5 Stelle usa le armi dell’insulto – commenta – pensando alle parole cinguettate via Social dal loro assessore designato Angelo Parisi che ha poi dovuto provvedere a toglierle. Non ha più quella ventata di innovazione che trascinava agli inizi, non può e neanche può permettersi di sbagliare sulla materia amministrativa dicendo di essere ancora acerbo ma in compenso marcia verso gli indecisi, verso chi per stanchezza trova più comodo barrare la casella Cinquestelle. Il vero problema è che questi cittadini vittime dell’incertezza o della mancata informazione non sanno che il Movimento di Grillo scarseggia proprio nell’eseguire quelle che scrivono nei programmi. Per chi invece personifica o risponde agli ideali di Centrodestra deve sapere che la Sicilia è stata massacrata esattamente da quelli”.

Il ministro per sua natura sarebbe anche un mediatore ed è per questo che vorrebbe riconquistare quella parte di Pd che si è spezzata mandando in un certo senso alla gogna tutta la coalizione. Bersani, D’Alema e Speranza insomma hanno preso strade differenti ma non è detto che non si possano ricomporre e confluire. Nulla da dire contro Fava che è persona altamente valida ma non si possono creare due correnti all’interno della Sinistra, soprattutto pensando alle Nazionali.

Foto Rocco Papandrea 

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