Costruzioni, dimezzato il numero dei lavoratori a Messina

Da 23.367 a 11.625. Nell’arco di meno di un decennio gli occupati nel settore delle costruzioni nella sola Messina sono scesi di ben 50 punti percentuali; un trend negativo questo che si ripropone anche a livello regionale: infatti, in Sicilia gli occupati sono scesi del 44%. E’ questo in sintesi uno dei dati più preoccupanti emerso in un rapporto fatto recentemente da Edilcassa Sicilia, la cassa edile regionale per l’artigianato e le piccole imprese della Sicilia.

“La crisi sta colpendo pesantemente le nostre imprese – ha detto Francesco Giancola, segretario Confartigianato Messina – È una crisi che investe tutto l’indotto collegato al settore delle costruzioni. Occorre dare una svolta, fare in modo che i crediti che le imprese vantano nei confronti della pubblica amministrazione vengano erogati in tempi rapidi, anche in compensazione dei debiti. Andrebbe ridotto il costo del lavoro e bisognerebbe incentivare l’apprendistato”.

Il calo dei lavoratori è collegato anche al crollo delle imprese artigiane delle Costruzioni. Dal 2009 le imprese artigiane delle Costruzioni a Messina sono 615 in meno (-14,9%), fermandosi a quota 3.513.

Un altro dato negativo che è emerso questa mattina riguarda il credito, con un crollo dei prestiti superiore al 15%. A giugno 2017 in provincia di Messina il 13,5% dei prestiti alle imprese sono stati concessi alle imprese delle Costruzioni. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno i finanziamenti erogati alle imprese delle Costruzioni risultano in diminuzione del 16,6%.

Trend positivo invece per le compravendite residenziali in provincia di Messina. A fine 2016 sono il 19,2% in più (> rispetto al +11,8% registrato a livello medio regionale) e il secondo aumento più alto registrato tra le nove province siciliane.

“Dobbiamo individuare una nuova strategia – dice Antonella Lincoln, presidente Anaepa-Confartigianato edilizia Messina –, come ad esempio la formazione di un pool di tecnici in grado di realizzare progetti che ci consentano di utilizzare i fondi europei. In questo modo anche le imprese potrebbero tornare a lavorare”.

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