Previsionale Teatro, Faranda: Ratifica tardiva ma facciamo quadrato con i nostri patrimoni

“Quando ho lasciato il Teatro c’era un avanzo d’amministrazione di circa 600mila euro, quel che è accaduto dopo ha portato alla condizione devastante che conosciamo. L’approvazione, seppur tardiva, del Bilancio Previsionale per l’Ente è una boccata d’ossigeno”. Così, la consigliera comunale ed ex vicepresidente del Teatro “Vittorio Emanuele”, Daniela Faranda che, nei giorni scorsi, aveva contestato la situazione di stallo in cui versava il TVE, chiedendo chiarimenti all’assessore Barbagallo.

“Nonostante tutto, però, non abbassiamo la guardia ed evitiamo euforie esagerate, del resto era nelle cose che questo atto finanziario vedesse la luce”, dichiara a margine del suo intervento in Commissione Cultura a Palazzo Zanca stamani, alla presenza del Presidente Fiorino e del Sovrintendente Bernava.

“Dobbiamo insistere e pretendere che il Teatro diventi nuovamente centro nevralgico della cultura dell’intera Area Metropolitana di Messina. Il teatro è di tutti e abbiamo l’obbligo di difenderlo nei fatti, il che significa anche sostenerlo concretamente, partecipando attivamente alla sua vita abbonandosi e frequentandolo. Nell’interesse della città intera, dovremmo imparare a fare quadrato attorno ai nostri patrimoni”.

La consigliera Faranda che è stata, in passato, dunque nella dirigenza del “Vittorio Emanuele” ribadisce il proprio sostegno alla governance dell’Ente “come ho sin qui sempre fatto da cittadina e da membro delle istituzioni con esperienza nel campo specifico”. Precisa che questi ultimi anni sono stati forieri del peggioramento della già grave situazione dell’Ente.

Una serie di riflessioni poi ha destinato all’uso degli spazi della struttura richiesti da artisti locali, “splendido esempio di partecipazione e chance per dare nuova linfa alla Sala Laudamo”, ha commentato.
“Bene la nomina della commissione per l’equiparazione. I lavoratori del Teatro hanno diritto di acquisire un minimo di serenità, ricordiamoci che abbiamo tecnici tra i qualificati d’Italia e che, anche grazie al lavoro dei dipendenti, il Teatro ha continuato a funzionare. Con la cultura si mangia eccome, si arricchisce la comunità e si cresce in ogni senso”, ha chiosato.

Foto Rocco Papandrea

Redazione1

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