Musumeci battezza Idea Sicilia: Non siamo infallibili ma prenderemo una Regione a pezzi

“Nessuno si deve cullare con l’idea che abbiamo giĂ  vinto. E’ una campagna elettorale che rimane ancora oggi incerta nell’esito. Non leggete i sondaggi, non fateci caso. I sondaggi sono spesso fuorvianti, costringono ad abbassare la tensione e quindi a sottovalutare le potenzialitĂ  dell’avversario. Io credo che la sfida sia importante e che ci aiuterĂ  la cerchia di cattolici, centristi, autonomisti, popolari che condividono questo impegno particolare”. Dopo essere arrivato da Milazzo, il candidato del Centrodestra Nello Musumeci ha iniziato con queste parole il suo fitto “tour de force” a Messina dall’Auditorium “Fasola”, dove ha inaugurato il lavoro degli otto candidati della lista “Idea Sicilia”, dove spiccano l’ex deputato Roberto Corona e il deputato uscente Carmelo Currenti.

Accanto a lui anche il parlamentare nazionale ed ex ministro delle Politiche Agricole e Forestali Saverio Romano e l’ex vicario della Commissione Antimafia, Totò Cordaro.

“Dobbiamo andare in giro in lungo e in largo, le province della nostra Isola sono ben nove ma non potevo sottrarmi dall’esprimere un sincero in bocca al lupo ai candidati dell’assemblea regionale siciliana con l’auspicio di guidare insieme con un centrodestra organico e unito una regione che troveremo a pezzi. Il Governo Crocetta lascerà le macerie e noi dobbiamo recuperare le ragioni dell’impegno politico, del formare una coalizione e dobbiamo ridare la fiducia alla gente. Agli imprenditori, ai giovani, alle famiglie, a chi non ce la fa più, a chi è rassegnato, a chi era convinto che l’unica soluzione fosse fare la valigia e abbandonare questa terra. Invece, ci dobbiamo restare per i nostri figli, per i nostri nipoti, perché dobbiamo procedere a questo cambio di metodo, di visione della politica che è nobile, che un’arte che deve tornare al centro di ogni nostro interesse. Io voglio augurare che dai Siciliani arrivi un voto di libertà, perché di questo si tratta. La popolazione si allontana dalla politica perché questa non sa più parlare al cuore della   gente. Dobbiamo partire dai nostri errori. Non siamo infallibili”.

“Il Centrodestra ha commesso molti sbagli, certamente meno di quanti il Centrosinistra ne ha commessi. Il Centrodestra ha governato per nove anni mentre il Centrosinistra ha messo su complessivamente 15 anni di presenza, dopo nove anni ininterrotti. Dobbiamo fare la differenza in termini morali, di impegno e di scelte. Ed è per questo che sottolineo il contributo di Totò Cordaro, avvocato apprezzato, con cui ho condiviso un’esperienza nella Commissione Antimafia. Dobbiamo diventare tutti apostoli di un verbo di rivincita e di riscossa. Lo dico ai candidati ma anche a chi mi sta ascoltando. Dobbiamo ritornare riaccendere la fiamma della speranza attraverso il dialogo perchĂ© il 50 percento dei siciliani che dice di non recarsi a votare diventa una domanda di fronte alla quale ognuno di noi deve sapersi attrezzare per fornire una risposta giusta. Voi autonomisti e popolari che possedete una solida tradizione, il centrismo, la lezione di Don Sturzo, mio conterraneo. Io sono figlio del calatino. La sua lezione ‘Il potere significa servizio’. Noi siamo per perseguire gli interessi collettivi, non quelli personali. Abbiamo il dovere di tornare ad essere missionari. La politica non è un lurido mestiere. Non possiamo continuare sulla scia di chi ci ha preceduto utilizzando la politica come uno strumento per distruggere ed accontentare gli amici del giaguaro. Questo è lì obiettivo e ho la consapevolezza che avrò una squadra di parlamentari che sapranno rappresentare gli interessi legittimi della stragrande maggioranza del popolo siciliano che non è mai stato di Sinistra e che aspettava di essere raffigurato da un Centrodestra che, da qualche anno, non esisteva piĂą. Faticosamente, con tante difficoltĂ , siamo riusciti a metterlo insieme e adesso che abbiamo ottenuto il primo risultato, ognuno con la propria storia, dobbiamo essere inclusivi con chi non è mai stato con noi per un progetto diverso e migliore da consegnare a chi non si è mai arreso”.

Certo, il principio di inclusivitĂ  deve valere e non può prescindere dai principi di sviluppo economico come la realizzazione del Ponte sullo Stretto e l’incremento degli affari marittimi che dovrebbe derivare dal mantenimento di una AutoritĂ  portuale autonoma. La costruzione della mega opera non può essere una cattedrale nel deserto per cui deve avvenire con la dovuta progettualitĂ  e attuazione di interventi per le infrastrutture. Mentre per l’Authority, il tempo non è affatto scaduto per interloquire con i responsabili di Governo centrale che hanno abbattuto una scure sulla vocazione commerciale, mercantile e turistica di Messina.

Musumeci non intende difendersi dal “marchio degli impresentabili” fabbricato dal suo rivale pentastellato, Giancarlo Cancelleri ma, piuttosto, sa che la titolaritĂ  delle liste pulite appartiene a lui.

Foto Rocco Papandrea      

              

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