Il “29 settembre” di Sicilia Futura Giovani, i Coordinatori: Innamorati pazzi di Messina

Sulla musica evergreen “29 settembre” di Lucio Battisti il gruppo Giovani di Sicilia Futura entra con forza ed entusiasmo nell’agone politico.

E’ stato presentato ufficialmente dal coordinatore cittadino Salvo Versaci il gruppo Giovani di Sicilia Futura, con un entusiasmante passaggio di consegne avvenuto nella nuova sede provinciale a Messina in Via Ettore Lombardo Pellegrino 23/A.

Una sfida ai “tempi moderni” che raccontano di ragazzi e ragazze distaccati dalle questioni che interessano la propria terra e più in generale dell’oggi e, soprattutto, del domani, sempre più nebuloso e pieno di paure.

“Il vostro sorriso disarmante – ha invece sottolineato il coordinatore cittadino di Sicilia Futura, Salvo Versaci – è il miglior antidoto per combattere la visione distopica della nostra società, che giornalmente ci viene proposta dai mass media con pennellate apocalittiche e descrizione di giovani senza un futuro. Il nostro movimento, invece, dimostra in questo momento di avere un presente in carne e ossa, con la meglio gioventù disposta a tornare a spendersi per nobili ideali, portando in piazza non slogan ma fatti e progetti concreti”.

E proprio la concretezza è stato il motivo dominante della serata di presentazione del movimento giovanile che nasce con l’intento di formare una nuova classe politica in grado di affrontare con la forza dei fatti la complessità delle sfide che la società moderna presenta.

Tanta competenza, dunque, da parte di coloro che aderiscono a questo nuovo gruppo e capacitĂ  di superare le barriere ideologiche, nello spirito di un sano riformismo in grado dialogare con tutti gli uomini e le donne di buona volontĂ . “Abbiamo tante domande da porre alla Politica” – ha sottolineato il coordinatore cittadino del movimento Giuseppe Piccolo, giovanissimo ingegnere che ha deciso di resistere al fuggi-fuggi ormai quotidiano dalla cittĂ  dello Stretto ed ha voluto dare un segnale con la propria disponibilitĂ  impegnandosi a costruire un futuro migliore per sĂ© e per i propri coetanei “che chiedono solo opportunitĂ  per dimostrare tra le mura amiche un innegabile valore”.

Un tema, quello della fuga verso lidi migliori, che ha caratterizzato il dibattito della serata e che ha visto in prima linea anche il responsabile provinciale di Sicilia Futura Giovani, Nicola Maddocco, 31enne medico anestesista che è divenuto il portabandiera dei giovani professionisti dichiaratamente innamorati del “profumo della propria casa”. Le slide che hanno illustrato obiettivi e programmi del movimento sono state intervallate da immagini suggestive di Messina e della sua splendida provincia, un promo per invitare tutti a resistere e dare il meglio di sé nei luoghi meravigliosi della propria infanzia, che devono essere difesi dall’incuria e dall’abbandono.

“Noi restiamo qui e vogliamo curare i nostri “giardini” con la forza delle nostre idee – ha concluso Maddocco – ed a coloro che oggi ci rappresentano dicendo che pensiamo solo ad andare via diciamo che non ci arrendiamo e vogliamo essere la colonia fondante di una terra già bellissima che deve essere solo riscoperta e curata”

Nel finale le note e le parole di “29 settembre” di Lucio Battisti con la Lei che non poteva che essere la bellissima Messina!

“Seduto in quel caffè

io non pensavo a te….

Guardavo il mondo che

girava intorno a me…

Vedevo solo lei

e non pensavo a te…

E tutta la cittĂ 

correva incontro a noi.

Il buio ci trovò

vicini

un ristorante e poi

di corsa a ballar sottobraccio a lei

stretto verso casa abbracciato a lei

quasi come se non ci fosse che,

quasi come se non ci fosse che lei.

Mi son svegliato e

e sto pensando a te.

Ricordo solo che,

che ieri non eri con me…

Il sole ha cancellato tutto

di colpo volo giĂą dal letto

e corro lì al telefono

parlo, rido e tu.. tu non sai perché

t’amo, t’amo e tu, tu non sai perchĂ©

parlo, rido e tu, tu non sai perché

t’amo t’amo e tu, tu non sai perchĂ©

parlo, rido e tu, tu non sai perché

t’amo, t’amo tu, tu non sai perché”.

 

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