CittĂ  Metropolitana: “Messina da sola richiama dissesto, escluso ora dall’avanzo”

“Qualcuno ha pensato che, in base alle modifiche apportate alla legge sulla elezione degli organi della CittĂ  Metropolitana, è possibile la prossima decadenza dell’attuale Sindaco della CittĂ  Metropolitana e di chi svolge le funzioni del Consiglio Metropolitano, sostituiti da due Commissari Regionali?” A sottolinearlo è il Coordinatore di Labormetro, Michele Bisignano che denota anche come sia venuto meno uno dei presupposti richiesti dalla normativa vigente per la dichiarazione di dissesto finanziario di un Ente locale ovvero l’avanzo d’amministrazione. Palazzo dei Leoni ha registrato proprio questo requisito nel conto consuntivo del 2016.

“Nonostante ciò si continua a prospettare tale ipotesi devastante per il futuro della CittĂ  Metropolitana di Messina – aggiunge Bisignano -, giustificandola con il prelievo forzoso da parte dello Stato che impedirebbe la possibilitĂ  di predisporre un bilancio di previsione equilibrato per l’anno in corso. Ma tale prelievo forzoso, di entitĂ  maggiore rispetto a quello per Messina, viene esercitato anche per Palermo, per Catania e per le vecchie ex Provincie Regionali, oggi Liberi Consorzi. Allora viene naturale chiedere perchĂ© quello che è stato definito “dissesto di stato” vuole essere dichiarato dal duo che gestisce attualmente l’Ente, solo a Messina, mentre a Palermo e Catania il Sindaco Orlando ed il Sindaco Bianco, pur essendo in condizioni piĂą difficili rispetto agli interventi dello Stato e pur in presenza di debiti pregressi, non pensano minimamente di ricorrere a tale misura? Ma ci si rende conto che con il dissesto si perderanno i 64 milioni di euro sui 334 complessivi per interventi inseriti nel Masterplan, riguardanti non i Comuni ma la CittĂ  Metropolitana, quindi ascrivibili ai bilanci dell’Ente di Palazzo dei Leoni?”.

Commissari a cui nel caso di dissesto andrebbero ad aggiungersi altri tre Commissari facenti parte dell’Organo Straordinario di liquidazione che dovrebbero rilevare una massa passiva che non esiste. Avremmo così, nel solco della lunga stagione che ha caratterizzato la nostra realtĂ  ben cinque Commissari, tutti con relative ed adeguate indennitĂ  di carica, proseguendo così una prassi in netto contrasto con la democrazia partecipativa, e di cui si è fatto uso ed abuso, tanto da dare la sensazione di una sorta di autentica “casta corporativa”.

Per evitare tutto ciò bisogna attuare determinazioni che portino ad una proroga dei tempi di approvazione dei bilanci di previsione e l’utilizzo degli interventi finanziari assegnati dal Governo Nazionale alla Regione Siciliana per il funzionamento degli Enti di Area Vasta. E questo è compito della politica e di chi la rappresenta.

 

 

Condividi




Change privacy settings