Tremestieri dopo 17 anni, Comitato La nostra città: Tir non si scollano da Rada S. Francesco

“Quando c’è la volontà e la capacità i problemi tecnici e finanziari si risolvono. Però c’è un però, per quanto riguarda la questione di Tremestieri e la questione del passaggio dei tir da e per la Rada San Francesco”. Lo decreta il presidente del Comitato “La nostra città”, Saro Visicaro.

Anche se ormai la lotta dei cittadini e del Comitato La Nostra Città per fare “Fuori i tir” dal centro urbano di Messina è stata cancellata dalla memoria dei più, ancora qualcuno ricorda gli oltre 15 anni di vicende legate alla realizzazione dell’attuale approdo.

“Io, per esempio, ricordo benissimo – dice Visicaro -. E ricordo che la stragrande maggioranza delle forze politiche, dei gruppi, dei sindacati, dei professionisti furono sempre allineati e compatti per realizzare e portare avanti un progetto come quello che fu scelto da una Commissione di altissimo ( sic ) livello. Quel progetto (più che la localizzazzione) era sbagliato e ancora peggio fu la sua realizzazione. Sperpero di danaro pubblico e di anni. Oggi sono ben 17 e ancora si cerca una nuova e più ponderata decisione”.

Le incognite non furono create da coloro che dicono “No a tutto” ma da coloro che dicono “Sì a prescindere”.

Per questa nuova opera, il Comitato La Nostra Città avanzò, a suo tempo, delle proposte precise all’attuale sindaco, qualche volta riprese anche dai media. Ma il sindaco si guardò bene da aprire un dialogo e un confronto. “Preferì continuare su una strada che noi considerammo e consideriamo sbagliata” – continua Visicaro.

Non avere voluto plasmare un ufficio comunale che seguisse tutto l’iter progettuale è stato un errore gravissimo sommato a quell’idea malsana di “cedere” persino le funzioni di Stazione Appaltante. In particolare, nel momento in cui sono ancora oscuri gli sviluppi legati alla futura Autorità Portuale”.

Qualche volta, forse, nutrire dei dubbi serve a risolvere i problemi, se veramente si vogliono risolvere. L’esperienza e i fatti dimostrano però che la voglia di non abbandonare la rada S. Francesco è l’unico vero ‘No’ a risolvere il problema.

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