Scandalo Fondo Fucile, Unione Inquilini: De Cola inidoneo. Si dimetta ora

L’Unione Inquilini di Messina esorta l’assessore De Cola a dimettersi immediatamente, in merito all’inchiesta della Dda (cui sono seguiti arresti), relativa agli affari di natura criminosa legata al clan Santapaola. Il sodalizio criminale in questione, secondo l’accusa, è accusato di vari reati tra cui associazione di tipo mafioso, estorsione, corruzione e turbata libertà degli incanti, quindi di avere favorito determinati imprenditori nelle gare di appalto per l’acquisto di immobili privati da destinare all’Edilizia Residenziale Pubblica (ERP), per il risanamento del rione “Fondo Fucile” di Messina, con gara indetta con delibera di Giunta del Comune di Messina n.151/2014.

La Segreteria di Unione Inquilini lancia delle ombre sull’operato e anche in qualche modo sulla trasparenza dell’assessore De Cola. Malgrado questi non sia indagato, la sua delega ai Lavori pubblici presenterebbe delle “lacune evidenti – scrive la sigla sindacale -, non soltanto dal punto di vista di un controllo efficace per una gara d’appalto così delicata quanto ingente, ma anche di natura politica. Infatti, nei tavoli di incontro che in questi anni abbiamo tenuto alla presenza degli assessori alle Politiche della Casa (sia De Cola che Pino), più volte abbiamo ribadito la nostra posizione in merito all’acquisto di immobili privati da destinare all’ERP.

Da sempre abbiamo ritenuto questa pratica politicamente miope, oltre che sconveniente dal punto di vista economico, non soltanto perché, molto spesso, gli immobili acquistati possono essere ex case popolari, ricomprate dalle istituzioni pubbliche ad un prezzo maggiore rispetto al ricavo dell’eventuale riscatto versato dall’ex inquilino, ma perché siamo sempre stati favorevoli ad un riuso dell’esistente, ove possibile, o ad eventuali nuove costruzioni”.

“Nel filone d’inchiesta, sono indagati per gli stessi reati anche alcuni funzionari comunali, oltre che l’ex Dirigente del Dipartimento Urbanistica del Comune di Messina, ing. Raffaele Cucinotta, che avrebbero agevolato il gruppo di imprenditori capeggiato da Grasso e Romeo, non solo avvantaggiandoli al fine di farli risultare idonei per l’aggiudicazione della gara, ma anche riferendo loro notizie private sulla stessa£.

Il sindacato continua ad osservare: “In una intercettazione della Dda, viene citato l’Assessore all’Urbanistica ing. De Cola, comunque non indagato. Secondo la Procura De Cola e Grasso si sarebbero addirittura incontrati, quindi non ci sarebbero stati solo contatti telefonici tra i due. Una situazione torbida, che deve essere chiarita alla città da parte di questa amministrazione, rompendo il silenzio che si perpetua da giorni. In questo senso, l’aspetto da analizzare è proprio quello della necessità, da parte del Comune di Messina, di acquistare alloggi privati (a valore di mercato) da convertire in alloggi di edilizia pubblica: oltre a foraggiare, in questo caso, eventuali gruppi criminali e palazzinari, si svuotano le casse pubbliche. A tal proposito non sarebbe più economico una seria e definitiva mappatura di tutti gli alloggi ERP presenti all’interno del Comune di Messina per programmare interventi che vadano nella direzione del recupero degli stessi? O, eventualmente, un investimento nella costruzione di alloggi ex novo da destinare all’edilizia pubblica?”.

L’organizzazione a tutela della categoria dei disagiati reputa lo stesso De Cola non idoneo a rivestire questo ruolo all’interno del Governo cittadino. Pertanto, a proprio avviso, sarebbero opportune le sue dimissioni e, nel caso in cui non dovessero manifestarsi, chiede al sindaco Accorinti una posizione forte, destituendo l’Assessore De Cola dai suoi incarichi.

Unione Inquilini chiede al Consiglio Comunale, non solo una pubblica seduta con le parti interessate, ma anche, qualora ne ricorrano i requisiti, la creazione di una speciale commissione di indagine, come stabilito dall’art. 49 dello Statuto Comunale, che indaghi su eventuali mancanze e lacune della politica cittadina, oltre che su eventuali collusioni con il “business” dell’edilizia popolare.

Redazione1

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